La protesta
Ticket, l’Asl batte cassa ai furbetti delle esenzioni
Autocertificazioni ingannevoli: a Pistoia in arrivo le lettere di recupero crediti nelle case di circa 800 cittadini che nel 2012 non avevano pagato prestazioni ed esami
Pistoia. Dopo le multe a chi non si è presentato alle visite prenotate senza disdire, dopo le lettere ai morosi del pronto soccorso, l’Asl va avanti con le iniziative per recuperare i soldi dovuti ma non pagati dai cittadini. Questa volta l’azienda batte cassa sul fronte dei furbetti delle esenzioni.. Stanno infatti arrivando in questi giorni al domicilio di circa 800 cittadini pistoiesi le lettere di recupero ticket per autocertificazioni di esenzione risultate non veritiere ai successivi controlli effettuati dall’Asl incrociando i dati delle varie banche dati. Si tratta di avvisi bonari, in pratica di inviti a regolarizzare la propria posizione inviati a coloro che nel 2012 non hanno pagato il ticket per le varie prestazioni sanitarie ricevute, dichiarando di essere in possesso dei requisiti – in particolare economici – che comportano l’esenzione.
Eventuali osservazioni o contestazioni gli interessati potranno comunque inviarle via mail o per fax ai recapiti indicati nella lettera, utilizzando il modulo che troveranno nella busta. Per eventuali dubbi o per ricevere ulteriori informazioni, il call center della Asl Toscana centro ha messo a disposizione il numero 840.003003, che può essere chiamato dai cittadini pistoiesi anche per fissare un appuntamento con l’ufficio recupero crediti, che a Pistoia si trova in viale Matteotti.
Come detto, l’Asl è impegnata anche nel recupero dei crediti vantati nei confronti dei cittadini che dopo essere stati al pronto soccorso sono stati dimessi con un codice non grave. E che avrebbero dovuto pagare il ticket ma non lo hanno fatto. Questa volta l’anno in questione è il 2013 e a fine ottobre le lettere inviate dall’Asl sono state 3.900. Anche in questo caso si trattava di avvisi bonari, con invito a mettersi in regola entro lo scorso 24 novembre.
Nel luglio precedente invece, ne erano stati inviati 2.000, sempre relativi all’anno 2013, anno in cui sono stati ben 8.000 i pistoiesi che si sono dimenticati di pagare i ticket.
Il procedimento dei controlli e di recupero cui sono tenute le aziende sanitarie è disciplinato da una normativa regionale che negli ultimi anni ne ha reso più sistematica e rigorosa l’attività. Nelle lettere in arrivo nelle case dei cittadini morosi è specificato che si tratta di avvisi bonari: un invito a mettersi in regola per dare all’assistito la possibilità di sanare la propria posizione senza spese aggiuntive. Avvisi riferiti a situazioni non gravi e classificate con codici a bassa priorità, che prevedono un importo massimo di 50 euro o sono relativi al contributo di digitalizzazione di 10 euro per le prestazioni di diagnostica per immagini alle quali non è seguito ricovero.
A maggio invece l’Asl aveva fatto il conto di quanti non si erano presentati alle visite o per gli esami prenotati senza disdire: a Pistoia il record per la zona Toscana centro: 22.600. «Nei confronti dei cittadini che non si presentano alla prestazione prenotata e non hanno disdetto l’appuntamento entro le 48 ore precedenti – spiega l’Asl – viene applicata una sanzione, il cosiddetto “malum”, pari al ticket della prestazione diagnostica o della visita specialistica non effettuate». —
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