Sicurezza
Violentata nel parcheggio: il pm chiede 10 anni
Quarrata, sotto processo in tribunale a Pistoia un giovane che dopo essere stato respinto avrebbe aggredito l’amica all’interno dell’auto
QUARRATA. Da Firenze, l’aveva portata fino a Quarrata. Ma invece di portarla, come detto, a mangiare un gelato, si era fermato nel parcheggio del Club del diavolo. E in quel posto che lui conosceva già, aveva insistentemente cercato di baciarla. Per poi, di fronte alle sue resistenze, agguantarla per la gola e abusare di lei sui sedili dell’auto. Era l’estate del 2014 quando la ragazza si presentò in questura per sporgere denuncia contro colui che lei credeva fosse un amico. Ieri mattina, al termine della propria requisitoria, il pm Claudio Currelli ha chiesto per il giovane una condanna a 10 anni e 3 mesi di reclusione. . Violenza sessuale l’accusa nei confronti dell’imputato di origini filippine, oggi 31enne, sotto processo davanti al tribunale di Pistoia. Una violenza che però secondo l’avvocato difensore non si sarebbe mai verificata ma sarebbe stata soltanto una messa in scena da parte della ragazza, il cui unico scopo sarebbe stato quello di far ingelosire il proprio ex, amico comune del presunto stupratore.
Secondo la pubblica accusa in quell’auto parcheggiata al buio in un angolo isolato del parcheggio del locale quarratino la violenza vi fu. Quel pomeriggio, il giovane imputato aveva invitato l’amica ad andare a prendere un gelato verso Pistoia. Probabilmente nelle sue intenzioni, sapendo che la ragazza non stava più assieme ad un amico comune, c’era l’obiettivo di intrecciare con lei una storia più intima. Ad un certo punto, con la sua Lancia aveva raggiunto il parcheggio del Cdd. E lì, dapprima, i due avevano iniziato a parlare, poi lui aveva cercato di baciare l’amica. Lei lo aveva respinto, cercando di fargli capire che non era il caso anche accendendosi una sigaretta. Ma il giovane no si era dato per vinto. Le sue avances si erano fatte sempre più pressanti, fino a quando l’aveva afferrata per il collo a spinta giù sul sedile.
Era stato solo intorno alle 23 che la ragazza era riuscita a scappare dall’abitacolo e a chiedere aiuto con il cellulare a un altro amico. Che l’aveva raggiunta per poi, dopo averle portato una cioccolata canda per farla calmare, accompagnarla al pronto soccorso dell’ospedale fiorentino di Careggi, dove le era stato riscontrato un ematoma da “afferramento” al collo, oltre che ad escoriazioni su altre parti del corpo. Quindi, il giorno successivo, era andata alla polizia per sporgere querela.
«Una storia che non sta in piedi» secondo l’avvocato difensore: l’imputato avrebbe lasciato la ragazza nel parcheggio dopo che lei l’aveva respinto.
M.D.
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