Il dolore
Intervento tampone con stucchi e colle per le facciate di palazzo comunale
Partiti i lavori di messa in sicurezza per evitare nuove cadute di frammenti dalle antiche decorazioni in pietra calcarea
PISTOIA. Un intervento di consolidamento e protezione delle parti decorative in pietra per salvaguardare il patrimonio storico artistico di Palazzo di Giano, la casa di tutta la città. Dopo la caduta dalla facciata di alcuni frammenti di elementi di pietra arenaria, danneggiati dal corso dei secoli e dalle intemperie – danni che, per settimane, avevano costretto l’amministrazione a transennare l’intero loggiato – lunedì scorso sono partiti i lavori di sistemazione del palazzo comunale. Lavori che andranno avanti per una trentina di giorni – pioggia e giorni di mercato permettendo – e rimetteranno in sicurezza alcune porzioni della facciata di piazza del Duomo e le due pareti laterali che si affacciano sulle ripe.
Ad essere interessate dagli interventi saranno anche alcune delle finestre trifore dell’ultimo piano. I lavori saranno poi estesi anche alle parti inferiori dell’edificio.
L’intervento, comunque – specifica il Comune – sarà periodico e si ripeterà con cadenza regolare nel tempo, al fine di garantire la conservazione e la messa in sicurezza delle pareti che si affacciano sugli spazi pubblici. I lavori sono stati affidati attraverso una gara di appalto alla ditta Mannucci Vinicio srl di Firenze.
«Le facciate storiche del Palazzo comunale – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Alessio Bartolomei – hanno una estrema necessità di interventi conservativi. Per ben 16 anni non è stato svolto alcun lavoro di manutenzione e la pietra arenaria con cui è stato realizzato l’edificio, con il tempo, le intemperie, gli sbalzi di temperatura e le potenti onde sonore dei concerti in piazza, tende a sbriciolarsi. L’ultimo intervento, a cura della Sovrintendenza, fu fatto nel 2002, ma oggi siamo costretti a intervenire di nuovo a seguito di verificati pericoli di distacco. L’intervento consiste nella applicazione di stucchi e prodotti leganti che serviranno a rendere impermeabili e più resistenti le pietre arenarie. In questo modo, almeno per alcuni anni, riusciremo ad arginare il problema e a tenerlo sotto controllo».
Per il futuro, però, sarà inevitabile pensare a un piano di restauro più complessivo, ma decisamente più oneroso. Un costo di progetto che il Comune non ha ancora calcolato, ma per il quale, inevitabilmente, sarà necessario il sostegno di altri soggetti. Magari proprio la stessa Soprintendenza che sedici anni fa realizzò l’ultimo restauro.
«Per gli anni futuri – commenta Bartolomei – ci saranno da prevedere interventi ben più importanti, anche con sostituzioni lapidee di elementi architettonici quali colonnine, capitelli e basamenti. Per adesso, però, l’essenziale è che Palazzo di Giano venga messo in sicurezza». —
Valentina Vettori
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