Il Tirreno

Pistoia

Tetto colabrodo, a rischio l’antico soffitto del santuario della Madonna del Letto

Valentina Vettori
Tetto colabrodo, a rischio l’antico soffitto del santuario della Madonna del Letto

Pistoia, il rettore don Mielnik: costretti a togliere l’acqua a secchiate. Ancora tutto fermo a un anno dalle prime infiltrazioni di pioggia

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PISTOIA. Gli scrosci di pioggia dei giorni scorsi hanno impregnato il legno del soffitto a cassettoni e l’acqua, oltre a inzuppare le due parete sottostanti, si è riversata a terra, a scroscio, allagando il pavimento. Un copione che si ripete ogni volta che le piogge diventano più abbondanti e la copertura del tetto, piuttosto malandata, cede alla pressione della pioggia riversando al suo interno l’acqua. A pagare il prezzo più alto del maltempo di questa fine di novembre è, ancora una volta, il Santuario di Santa Maria delle Grazie, nota anche come Madonna del Letto, in piazza San Lorenzo. Una delle maggiori, se non la più importante, testimonianza di architettura religiosa del Quattrocento a Pistoia, di proprietà dell’Asl.

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Il Tirreno, nel dicembre 2017, aveva già raccolto l’appello lanciato congiuntamente dalla Diocesi e dal parroco don Cristoforo Mielnik, rettore del Santuario e cappellano della Polizia, che, a seguito delle fortissime piogge di quei giorni denunciarono il tremendo stato in cui versava proprio il tetto della chiesa e il soffitto ligneo a cassettoni. A distanza di un anno, però, – nonostante i ripetuti sopralluoghi dell’area tecnica dell’Asl – nessun intervento è ancora partito. E la situazione, inesorabilmente, non fa che peggiorare. Specialmente con il ritorno dell’inverno e della brutta stagione.

Contattato al telefono, don Cristoforo Mielnik conferma i danni e racconta che nello scorso fine settimana – a causa delle fortissime precipitazioni perdurate per ore – sono stati costretti a «togliere l’acqua a secchiate». Sì, perché nonostante il grave problema, la chiesa continua a ospitare la messa quattro giorni a settimana e molte altre iniziative culturali, come i concerti d’organo. E dunque, è lo stesso parroco a doversi far carico dell’asciugatura dell’acqua dai pavimenti.

«I problemi sono cominciati un anno e mezzo fa – aggiunge don Mielnik – Nel giugno scorso c’è stato un sopralluogo dei tecnici dell’Asl e abbiamo avuto rassicurazioni sull’intervento, poi però non abbiamo avuto altre comunicazioni. Speriamo che possa avvenire il prima possibile, perché la situazione continua a peggiorare. Il soffitto a cassettoni è impregnato di acqua e ora dalle pareti, che sono inzuppate, cade anche l’intonaco».

Oggi, a denunciare con forza la grave situazione è anche il Gruppo Fai Giovani di Pistoia, molto attento alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici della città, che – considerata la delicata situazione – ha inviato una segnalazione direttamente alla Soprintendenza alle belle arti, nella speranza che il processo di intervento possa accelerare il suo percorso.

Intanto, come un anno fa, Il Tirreno ha preso contatti con l’Asl per capire le eventuali modalità e i tempi di intervento, e siamo in attesa di una risposta. —

Valentina Vettori
 

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