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«Referendum consultivo sull’impianto di compostaggio»

Carlo Bardini

Vivarelli: il Comune decida che a Tana Termini non saranno più trattati rifiuti E poi la struttura non ha certificazione ambientale 

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Tana Termini. Carlo Vivarelli, segretario nazionale del Partito indipendentista toscano, nonché consigliere del Comune di San Marcello-Piteglio lunedì scorso ha visitato l’area dell’impianto di compostaggio di Tana Termini, accompagnato dall’ingegnere Cristiano Vannucchi, tecnico comunale. «L’impianto, come risaputo, non ha la certificazione ambientale. Ricordo-scrive Vivarelli in un lungo intervento– che il materiale presente all’interno è bruciato a causa dell’autocombustione due volte. I primi di dicembre sarà reso pubblico il nome della società che ha vinto la gara d’assegnazione dell’impianto. E già questo ci sembra incredibile: quale società e perché, si accolla le spese di ripulitura di un impianto senza autorizzazione ambientale? Mi interessa capire come sia possibile spendere una cifra enorme per acquisire un impianto che è ad oggi una scatola vuota, posta a ridosso di un fiume che è una bellezza naturale, in territorio sismico. L’impianto sorge di fatto a pochi metri da uno strapiombo che si tuffa nel letto del fiume Lima costone che nel 2009 è andato incontro ad una decisa erosione dovuta ad una piena del fiume Lima, evento questo che può ripetersi in qualsiasi momento, ed imprevedibilmente, negli anni. Sono testimone diretto che la parte inferiore dell’impianto dista geologicamente un passo da tale costone, proprio laddove è previsto un forte implemento della cubatura.

Annuncio la presentazione a breve di diversi referendum consultivi nel Comune di San Marcello-Piteglio-afferma Vivarelli-, uno dei quali verterà su Tana Termini, rivolgendomi alla popolazione per chiedere, o meno, alle amministrazione di non destinare mai più quell’impianto al trattamento dei rifiuti.

Inoltre presenterò una mozione al prossimo consiglio comunale riguardo al trattamento dei rifiuti umidi della montagna pistoiese attraverso i composter che anni fa il Cosea iniziò a distribuire alla popolazione locale. Lo scopo di questa azione è di favorire la raccolta domestica differenziata dell’umido affinché la parte umida destinata alla rimozione con i veicoli di Alia sia ridotta praticamente a zero. I composter nei giardini e negli orti, laddove presenti, risolvono il problema dell’umido definitivamente. Voglio dimostrare con questa mozione che non dico solo no ad un impianto posto in un luogo inadatto, ma propongo ed offre soluzioni sostenibili». –

Carlo Bardini

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