Il Tirreno

Pistoia

L’Associazione Archeosofica interviene dopo gli articoli pubblicati sul Tirreno 

Non siamo una setta ma solo un’associazione indipendente

Avv. Francesco Cresti,
Non siamo una setta ma solo un’associazione indipendente

la precisazioneDopo gli articoli apparsi nei giorni scorsi su “Il Tirreno” l’Associazione Archeosofica ha inviato questa lettera con cui intende rettificare quanto da noi scritto. Ai lettori il...

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la precisazione

Dopo gli articoli apparsi nei giorni scorsi su “Il Tirreno” l’Associazione Archeosofica ha inviato questa lettera con cui intende rettificare quanto da noi scritto. Ai lettori il giudizio.

Innanzitutto è necessario premettere che gli autori del libro “Nella Setta”, a cui in parte rimandano gli articoli del quotidiano, non hanno mai contattato nessuno della nostra associazione per effettuare ulteriori approfondimenti rispetto alle versioni delle tre donne di cui parlano nel loro libro.

Avrebbero avuto modo di ascoltare centinaia di testimonianze se soltanto avessero utilizzato un vero metodo di inchiesta plurilaterale e non, invece, unilaterale.

Ciò che viene rappresentato è il frutto di una ricostruzione del tutto parziale e di parte, pertanto ne sconfessiamo il contenuto.

Giova preliminarmente riportare alcuni tra gli scopi ed obiettivi che lo statuto della nostra associazione contiene: “Incoraggiare lo studio comparato delle filosofie e delle religioni e le finalità etico-morali della vita; ridestare il senso di responsabilità che la cultura impone a ogni individuo libero e di sani principi, e porre rimedio contro tutto ciò che nega la dignità e la libertà dei valori spirituali, per la difesa stessa del sapere e della civiltà; elevare in ogni modo il livello della cultura in ogni campo dello scibile a fine esclusivamente di bene umanitario”.

“L’Associazione tiene vivi fra i propri soci l’amore della Patria ed il senso dell’onore e del dovere in ogni atto della vita privata o pubblica. L’Associazione è apartitica, apolitica e indipendente”.

Lo statuto è consultabile integralmente sulla pagina internet dell’associazione ed è stato redatto dal fondatore dell’associazione stessa, Tommaso Palamidessi, agli inizi degli anni settanta.

Chiunque si associ aderisce agli scopi statutari che richiamano valori quali libertà, rispetto, senso della responsabilità, dell’onore, l’amore per la patria e la volontà per un miglioramento interiore ed esteriore dell’uomo e della donna, anche attraverso le pratiche ascetiche.

I fini e gli scopi sono dunque chiari ed evidenti, così come gli insegnamenti di Tommaso Palamidessi contenuti nei quaderni di archeosofia acquisibili dai soci.

L’Associazione Archeosofica, che per statuto è senza fine di lucro, ha partecipato a numerosi eventi con proprie attività quali corsi e mostre collaborando con Comuni di tutta Italia, provincie, Ambasciate ed enti benefici. È iscritta al Registro Regionale Toscano delle Associazioni di Promozione Sociale.

Relativamente alle somme erroneamente ipotizzate dai giornalisti (25.000 euro mensili) aumentate in maniera iperbolica per generare scalpore, osserviamo quanto segue: l’associazione ha sede in diverse città italiane; per ogni sede vi è un segretario nominato responsabile ed un vice.

Ogni socio che decide di iscriversi corrisponde una quota associativa che gli consente di frequentare i corsi che vengono svolti (erboristeria, iconografia, avviamento alla meditazione ecc.).

Per alcuni corsi può essere previsto un rimborso spese per i materiali impiegati (ad esempio per l’iconografia per cui ci sono i colori, le tavole di legno, pennelli), così come per partecipare a delle attività fuori sede.

Le quote associative vengono inoltre impiegate per coprire le spese relative alla locazione dell’immobile (ivi incluse le utenze di energia elettrica, acqua, gas, immondizia eccetera) ove ogni succursale ha sede. Esiste un libro soci aggiornato ed un bilancio nazionale in regola consultabile.

Quindi, effettuando alcuni calcoli, è possibile osservare quanto segue: a fronte di 500 soci abbiamo un versamento di quote associative per circa 25.000 euro che corrispondono a quanto riportato dai giornalisti. Tuttavia quest’ultimi non hanno tenuto di conto delle spese dell’associazione per gli affitti di ogni sede e le utenze.

L’associazione ha circa 30 sedi in Italia e possiamo calcolare una spesa di locazione, utenze eccetera per ogni sede di circa 1. 000 euro mensili, con un totale di spese di circa 30.000 euro mensili. È evidente che i giornalisti hanno tenuto conto soltanto dei versamenti e non anche delle spese che sono tutte documentabili in quanto per ogni sede sussiste un regolare contratto di locazione.

Non corrisponde al vero ove testualmente ed erroneamente si sostiene che “viene ben nascosto che gli stadi sono 12 in un crescendo di responsabilità e scoperte” e “al primo grado di iniziazione scopri che ne seguono altri e che dovrai ancora studiare fare ascesi purificarti e privarti della tua vita e poi pagare di nuovo 1.200 euro”.

E nell’articolo del 19 novembre 2018 si afferma “Ma subito dopo un’altra sorpresa: quello appena salito è solo il primo scalino, subito bisogna che Monica si prepari al secondo: ancora studi, veglie e altri 1.200 euro” .

Si tratta di affermazioni false e infondate, dalle quali derivano accuse diffamatorie.

Infatti, al contrario di quanto si afferma, innanzitutto si precisa che l’esistenza dell’Ordine Iniziatico Loto+Croce non è segreta come parrebbero invece voler insinuare le testimonianze in questione.

Uno dei quaderni (il numero 3) della collana archeosofica si intitola “Gli scopi dell’ordine iniziatico Loto+Croce”: in esso vengono esplicati gli scopi ed il funzionamento dello stesso. In tale testo è inoltre chiaramente riportato che l’ordine è composto di 12 gradi.

L’Ordine Loto+Croce non è segreto perché sono numerosi i testi e le monografie che trattano di questo argomento e che, ci teniamo a sottolineare, sono sempre disponibili e consultabili liberamente sia dai soci dell’Associazione che da tutti coloro che frequentano le nostre iniziative pubbliche.

L’Ordine, inoltre, non ha fini segreti, poiché gli scopi sono esplicitati e resi pubblici dal testo sopracitato (quaderno 3).

Nessuno è mai stato costretto a partecipare alle attività dell’associazione sia pubbliche che private o a “rinunciare alla propria vita” e le rappresentazioni drammaturgiche di cui si è fatto menzione nel libro hanno ad oggetto simboli ben conosciuti da tutti gli studiosi della Tradizione Occidentale e che spesso vengono largamente trattati e analizzati nei nostri incontri.

I contributi corrisposti riguardano le attività sociali a titolo di quote associative ed eventuali rimborsi in quanto l’associazione si sostiene solo con il contributo degli associati, per cui rimandiamo a quanto già esplicato sul punto poco sopra.

È contraddittorio e suggestivo affermare nel titolo “«Quell’associazione è una setta». Dopo il libro, boom di testimoni” per poi arrivare a dichiarare nel corpo dell’articolo che si tratta di due testimoni: “e lo stesso fanno anche due testimoni anonimi che si sono rivolti direttamente a Il Tirreno”, poi divenuti alcuni nei giorni successivi.

Quindi in sostanze tutte le “accuse” nei confronti dell’Associazione si basano su testimonianze anonime e prive di valore probatorio.

Aggiungiamo a questo che nessuno dei soci ha mai subito pressioni, né tantomeno manipolazioni e/o abusi.

L’adesione all’associazione è libera come è libera l’adesione all’Ordine Iniziatico Loto+Croce.

Ove si sostiene che: “i responsabili della sede scelgono i più influenzabili o comunque i più “presi” dall’atmosfera esoterica per rivelare loro l’esistenza di un ordine segreto...” si effettua una vera e propria diffamazione nei confronti di tutti i soci e del suo rappresentante.

Dire che vi sono soci influenzabili significa in altre parole sostenere che vi sono soggetti manipolabili e soggetti manipolatori all’interno dell’associazione.

Ciò è estremamente lesivo della reputazione di individui che aderiscono ad un sodalizio avente finalità altruistiche e che fornisce servizi di utilità sociale quali conferenze a temi culturali, svolgimento di corsi sottesi al benessere psicofisico e manifestazioni organizzate dalle istituzioni.

All’associazione aderiscono cittadini liberi, padri e madri di famiglia, professionisti, lavoratori seri ed onesti, appassionati a tematiche spirituali sottese al miglioramento di se stessi, insomma studiosi di archeosofia.

Il dizionario della lingua italiana “Devoto-Oli” spiega che “archeosofia” è la “conoscenza o saggezza integrale e primigenia”.

Quindi archeosofica è, appunto, una scuola e un centro di diffusione culturale, che opera pacificamente e apertamente attraverso le proprie sedi attive in diverse città per diffondere l’archeosofia.

Nessuna setta dunque, ma solo un’associazione i cui scopi sono chiari, così come sono altrettanto chiari gli scopi dell’Ordine Iniziatico Loto+Croce.

Nessun guru, ma solidarietà tra gli associati, perché come si può leggere sul quaderno di archeosofia n. 3 “Gli scopi dell’Ordine iniziatico Loto+Croce”: “il cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l’esperienza di tutti……. . ”

Per ogni lettore che volesse verificare di persona nelle sedi lo svolgimento delle nostre attività diamo sin d’ora il benvenuto. –

Avv. Francesco Cresti,

per l’associazione

archeosofica ed il suo

presidente.



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