Il Tirreno

Pistoia

valdinievole 

Genitori pronti a rivolgersi alle forze dell’ordine per tutelare i figli

Martina Trivigno

E sul pullman troppo affollato tra Pescia e Montecatini una ragazza si è sentita male La madre: «Respirava a fatica Questa volta è andata bene» 

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PESCIA. I giorni passano, ma le cose non cambiano. I disagi e i disservizi restano anche in Valdinievole, mentre la rabbia sale. Come quella di un genitore di Monsummano, padre di due ragazzine di 13 e 15 anni che studiano al Liceo “Carlo Lorenzini” di Pescia. Che, esasperato, circa una ventina di giorni fa aveva affidato il suo sfogo alle pagine del Tirreno.

«Mia figlia di 13 anni è stata spinta, ed è caduta a terra – aveva raccontato. – È una lotta, tutti i giorni. Una guerra per un posto in piedi sul pullman».

Nessuno, però, fino ad oggi, si è fatto vivo con lui. Per questo l’uomo ha inviato una mail alla Provincia di Pistoia, sperando di ottenere qualche risposta alle sue preoccupazioni che riguardano la linea Pescia-Montecatini, gestita da BluBus, nella fascia oraria compresa tra le 12 e le 14.

«Molte volte – ha spiegato – dall’inizio dell’anno scolastico, sono stato costretto ad andare fino a Pescia a prendere le mie figlie, poiché gli autobus erano troppo pieni. Visti i costi elevati e la modalità di pagamento dell’abbonamento (in un’unica soluzione), penso di avere il diritto di chiedere spiegazioni in merito alla carenza di pullman su quella linea».

Pochi autobus rispetto ai tantissimi studenti che usufruiscono del servizio su cui, come scrive il genitore monsummanese nella sua missiva indirizzata alla Provincia, «salgono più ragazzi del dovuto».

E non mancano, purtroppo, neppure casi di svenimento a bordo degli autobus. Come racconta una madre di Montecatini, la cui figlia 14enne si è sentita male mentre stava tornando a casa. «Erano troppi, su quel pullman – spiega la donna – e a mia figlia, a un certo punto, è cominciato a mancare il fiato, respirava a fatica. E ha avuto un mancamento. L’autobus si è fermato ed è scesa. L’aria fresca le ha fatto bene e piano piano ha cominciato a riprendersi. È andata bene, questa volta. Ma per quanto ancora i nostri figli dovranno continuare a viaggiare in queste pessime condizioni? Qualcuno potrebbe sentirsi male davvero».

Questa la paura più grande dei genitori: che i loro figli si facciano male. Da qui la decisione di rivolgersi alle forze dell’ordine per porre fine a tale situazione. «Se la Provincia – spiega il padre di Monsummano – non provvederà a garantire l’incolumità dei nostri ragazzi, sarò costretto a esporre il problema alle autorità competenti in modo che possano intervenire per permettere agli studenti di viaggiare in sicurezza». —

Martina Trivigno

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di Redazione web