Il Tirreno

Pistoia

donne d’iniziativa 

«Il pane del forno nascerà dai grani antichi del mio campo»

Alessandra Tuci
«Il pane del forno nascerà dai grani antichi del mio campo»

Il progetto di Fernanda Lomi, titolare dell’omonima bottega di San Sebastiano, è appoggiato da Legambiente: tradizione ed ecosostenibilità, è una bella idea 

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PISTOIA. Il grano è già alto una decina di centimetri e cresce rigoglioso. Forse a giugno potrà già essere battuto. Fernanda Lomi non ci sta a comprare il grano per il suo pane, lei che è così attenta alle tradizioni e ai prodotti toscani: per questo a fine ottobre ha deciso di utilizzare una buona parte dei suoi 8 mila metri di terreno a San Sebastiano, a Bottegone, per seminarci una varietà antica di grano. . «Non ci sono più i grani di una volta – racconta Fernanda– non si sa più da dove provengono. Così io me lo faccio da me». Classe 1940, proveniente da una famiglia di mugnai, Fernanda, titolare del “Forno Lomi” , che si trova proprio vicino al suo campo di grano, ama le tradizioni, i prodotti naturali e genuini. «Anche il vino me lo vado a prendere direttamente a Montalcino» assicura. Il pane lo fa nella madia, a braccia, poi lo cuoce nel forno a legna: «Prima ho provato con il granturco – spiega la donna – poi ho deciso di coltivare il grano. Il campo è stato completamente arato, poi è iniziata la semina alla fine di ottobre: con il freddo il grano si addormenta e poi torna su a primavera». Ora è già alto una decina di centimetri e cresce rigoglioso.

A sostenere il progetto di Fernanda c’è in prima fila Legambiente Quarrata con il suo presidente Daniele Manetti. «Legambiente Quarrata si è presa l’impegno di tutelare Fernanda e il suo campo di grano – spiega Manetti – seguiremo a livello tecnico tutte le fasi della crescita fino a quando con la farina verrà fatto il pane. Ancora un’iniziativa per aiutare chi cerca di perseguire in modo caparbio e del tutto personale la via dell’ecosostenibilità, con l’obiettivo di preservare il patrimonio della tradizione che si cura anche dell’ambiente naturale. Aiutare Fernanda per noi è un onore».

Per mantenere vive anche le vecchie usanze contadine, il grano dovrebbe poi subire la battitura nell’aia, e dopo la macina venire impastato rigorosamente a mano e fatto lievitare naturalmente. Il prodotto finale sarà un ottimo pane non inquinato da sostanze chimiche né fertilizzanti. Un pane dal sapore antico, che solo le persone di una certa età possono riconoscere in quello che tanti anni fa veniva venduto dai fratelli Vettori (Vinicio e Vittorio) nella loro trattoria a Olmi.

«Quel pane appunto proveniva dallo stesso forno di San Sebastiano –prosegue Manetti– da dove ancora oggi viene sfornato da Fernanda, usando farina buona, pesandola con la vecchia bilancia, impastando con l’acqua all’interno della madia, e cuocendo nel forno a legna i pani da un chilo». Il sogno di Fernanda è quello di coltivare il suo grano in completa autonomia: una volta pronto verrà infatti utilizzato per farci il pane che verrà venduto nel suo forno. «Spero che il pane piaccia – sorride Fernanda – questi sono grani antichi, abbiamo perso l’uso di questi sapori». Ora il prossimo passo sarà trovare un mulino a pietra per la macinazione. Ma la scelta non sarà certo semplice. «Sono molto esigente – dice ridendo – voglio essere presente quandosarà macinato». –

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