Il Tirreno

Pistoia

integrazione 

A Pistoia i migranti cucinano la cena per chi li ha accolti nelle case

Valentina Vettori
A Pistoia i migranti cucinano la cena per chi li ha accolti nelle case

All’Arci Bonelle si è concluso il progetto del Gruppo incontro con cui da luglio 2018 24 famiglie hanno ospitato a pranzo o a cena 45 richiedenti asilo

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PISTOIA. Pizza, spezie e piatti tradizionali del continente africano. I sapori dal mondo che si intrecciano su una stessa tavola e mettono d’accordo tutti. Un’integrazione che passa anche dal cucinare per gli altri, per poi sedersi in compagnia e condividere quanto preparato. Al circolo Arci di Bonelle, mercoledì 21 novembre, i richiedenti asilo ospiti di alcuni dei Centri di Accoglienza straordinaria della Cooperativa Gruppo Incontro di Pistoia hanno passato una serata in compagnia delle famiglie pistoiesi con cui, nel corso degli scorsi mesi, avevano partecipato al progetto Aprite le porte, ricambiando loro la preparazione di una cena.

Da luglio a fine ottobre, una quarantina di richiedenti asilo è infatti stata ospite nelle case di diverse famiglie, per condividere un pranzo o una cena. «La partecipazione delle persone è stata entusiasmante e ha confermato che la conoscenza reciproca è il miglior antidoto contro paura e indifferenza» racconta Donata Carradori della cooperativa Gruppo Incontro. Così, tra pizze, chapati con le salse (il pane azzimo tipico di paesi africani), attiéké preparato con manioca e pesce (come da tradizione della Costa d’Avorio) e frittelline dolci è andata in scena una vera e propria festa conclusiva del progetto Aprite le porte.

Iniziativa in cui, da luglio a ottobre in tutta la provincia, sono stati organizzati 24 pranzi e cene con famiglie e gruppi di amici che hanno accolto nelle loro case 45 richiedenti asilo. «Siamo soddisfatti del risultato – commenta Carradori – tanto da sperare che famiglie e ragazzi possano vedersi anche oltre il progetto. Magari nel periodo natalizio, con l’occasione di pranzi e cene in compagnia».

L’auspico, comunque, è che il progetto «possa essere riproposto anche il prossimo anno». Decreto legge sull’immigrazione, a firma Matteo Salvini, permettendo. «Non sappiamo ancora che fine faranno progetti di integrazione del genere con l’entrata in vigore del decreto legge, ma finché sarà possibile noi continueremo a lavorare per promuovere queste attività». –


 

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