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agliana verso le elezioni 

L’ax assessore punta alle primarie per il sindaco

Tommaso Artioli
L’ax assessore punta alle primarie per il sindaco

Vannuccini pronto a sfidare Mangoni che ha intenzione di ricandidarsi per un secondo mandato. E il Pd si interroga

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AGLIANA. L’ex assessore Massimo Vannuccini contro il sindaco uscente Giacomo Mangoni. È un’ipotesi che prende sempre più corpo quella che vedrebbe i due contendersi attraverso le primarie l’investitura di candidato a sindaco per il Pd alle amministrative 2019 di Agliana. Ma, come detto, nonostante le insistenti voci di corridoio, al momento solo di ipotesi si tratta. Perché i passaggi all’interno del Pd di Agliana non sono ancora stati compiuti.

Ieri sera, intanto, l’assemblea del partito si è riunita. All’ordine del giorno c’era la comunicazione del sindaco in carica Giacomo Mangoni per la propria candidatura ad un secondo mandato. Da oggi, invece, si apre la discussione interna agli iscritti e lo spazio per l’eventuale presentazione di candidature alternative a quella di Mangoni. Se stando alla prassi (non sempre confermata) nel Pd dopo il primo mandato la ricandidatura del sindaco uscente è automatica o quasi, è anche vero che da tempo ad Agliana il partito si interroga su quale possa essere la persona giusta da presentare alle prossime elezioni per cercare di confermarsi al governo del comune. Ed è proprio partendo dall'analisi del mandato amministrativo iniziato nel 2014 (e che sta per concludersi) e dell'operato del primo cittadino in carica, che il Partito democratico aglianese deciderà se andare a primarie o meno in vista delle prossime amministrative.

L’ipotesi di primarie, e dunque di una competizione tra il primo cittadino e l’ex assessore, si è fatta via via sempre più concreta dallo scorso settembre, quando Mangoni revocò l'incarico a Vannuccini, fino ad allora titolare delle deleghe a Cultura, Sport, Servizi informatici e Progetti europei. Un atto giunto dopo l’avventura politica vissuta dai due fianco a fianco fin dalla campagna elettorale (per le primarie, prima, e per la conquista del Comune, poi) del 2014. Un fulmine a ciel sereno. Il segno inequivocabile di una rottura, al di là delle motivazioni ufficiali del sindaco («Nuovi impegni professionali di Vannuccini che mal si conciliano l’attività amministrativa») e del successivo intervento dell’ex assessore: «Non ho dato le dimissioni. Il sindaco ha ritenuto di revocarmi le deleghe in quanto ritiene che io non sia più nelle condizioni di proseguire pienamente nel mio impegno amministrativo, dato che lavoro. Una scelta che ho appreso con rammarico, ma che rispetto». —

Tommaso Artioli

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