Il Tirreno

Pistoia

emergenza abitativa 

Esposto in procura dei tre disabili sfrattati dall’Albergo popolare

Giuseppe Boi
Esposto in procura dei tre disabili sfrattati dall’Albergo popolare

Devono lasciare la struttura il 31 dicembre ma non hanno lavoro e sono disabili: chiedono chiarezza sulle case popolari

2 MINUTI DI LETTURA





Pistoia. «Non abbiamo un lavoro, siamo invalidi civili e non abbiamo una casa popolare. L’assistente sociale Simona Turco ci ha ribadito che dobbiamo uscire dall’Albergo popolare il 31 dicembre. Non abbiamo informazioni sul nostro destino e nessuno si interessa a noi. L’unico futuro che ci aspetta è dormire per strada». È quanto messo nero su bianco da Maurizio Lo Monaco, Settimo Casesi e il figlio Santo in un esposto presentato alla procura della Repubblica mercoledì scorso.

I tre disabili sfrattati dall’albergo popolare tornano a far sentire la loro voce e decidono di usare questo metodo per chiedere aiuto al sindaco Alessandro Tomasi, al vice sindaco Anna Maria Celeste e a Chiara Pierotti, direttrice della struttura gestita dall’associazione Gruppo Incontro in cui vivono da due anni. Un periodo ben più lungo dei sette giorni per il servizio di prima accoglienza notturna e per tre mesi, prorogabili fino ad un anno, per la così detta accoglienza di breve durata, previsti dal regolamento dell’Albergo popolare. «La permanenza nella struttura è temporanea – sottolineano i tre nell’esposto –, ma non trovando una soluzione lavorativa adeguata, siamo rimasti più tempo anche a causa dei nostri problemi di salute.

Uno ha infatti un’invalidità del 75%, un altro del 50% e il terzo disturbi da ansia o panico invalidanti. Hanno già ottenuto un anno di proroga, ma non hanno risolto i loro problemi di salute e lavoro ne, sostengono, «sono stati aiutati da chi ci aveva promesso tanto un lavoro quanto una casa popolare». Ed è proprio sui criteri di assegnazione di queste strutture che i tre disabili chiedono chiarezza alla procura: «Abbiamo partecipato al bando per le case popolari e per quelle di emergenza, ma non abbiamo ricevuto risposta».

«In tutto questo tempo ci siamo rivolti più volte al sindaco, al vice sindaco e alla direttrice della struttura per chiedere un aiuto concreto per permetterci di vivere con dignità – concludono i tre –. Purtroppo ne il Comune, ne i servizi sociali si interessano alla nostra situazione». —

Giuseppe Boi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web