Il Tirreno

Pistoia

davanti al tribunale 

Penalisti in piazza contro la riforma della prescrizione

G.B.
Penalisti in piazza contro la riforma della prescrizione

Volantinaggio degli avvocati della Camera penale di Pistoia contro la proposta di riforma voluta dal governo Conte «Diciamo no a processi infiniti»

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pistoia. «No al processo a vita». È il tema della manifestazione e del volantinaggio organizzati dalla Camera penale di Pistoia contro la ventilata riforma della prescrizione portata avanti dal governo. Ieri mattina gli avvocati penalisti erano in piazza Duomo, davanti al tribunale, per spiegare il loro no alla riforma, voluta dal ministro della giustizia Alfonso Bonafede, che ha iniziato l’iter per l’approvazione in parlamento.

Il punto del contendere è l’interruzione dei i termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado sia in caso di assoluzione, sia di condanna. Un elemento portato all’ordine del giorno dal M5s con un emendamento che ha suscitato l’indignazione del ministro Giulia Bongiorno e di gran parte della classe giuridica italiana, nonché la perplessità della Lega.

«Questa non è una protesta degli avvocati, ma di tutte le persone che hanno a cuore la giustizia e la costituzione», ha spiegato ieri Giuseppe Castelli, presidente dei penalisti. «Anzitutto perché il problema vero è che il 60% dei processi si prescrive durante le indagini preliminari. poi perché l’abolizione o il depotenziamento della prescrizione avrebbe l’unico effetto di creare tendenzialmente dei processi infiniti. Un danno tanto per le vittime, «che giustamente chiedono di avere un riconoscimento dei loro diritti in tempi brevi», quanto per chi è accusato ingiustamente e «rischia di vedersi privato a vita della possibilità di lavorare e vivere come una persona normale».

«Il ministro Bonafede ha battezzato il provvedimento col nome di “Legge Viareggio”, ma il processo per l’incidente ferroviario del giugno 2009 non rischia di andare in prescrizione – sottolinea infine Castelli –. Il reato di disastro ferroviario si prescrive in 25 anni, quindi nel 2034. Insomma, si tratta di una bugia bella e buona». —

G.B.

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