Finanza
Crocifissine chiuse Scontro Cgil-Comune
Polemica sul futuro del semi-convitto. Il sindacato teme che non riapra. L’amministrazione: «Iter burocratico finito»
Pistoia
La scuola è iniziata da più di due mesi ma la porta del semiconvitto delle Crocifissine, che fino al giugno scorso ha offerto servizio di mensa e doposcuola a tanti ragazzi nei locali dell’ex convento di via della Provvidenza, è ancora chiusa. Chiusa per gli studenti (una settantina gli iscritti l’anno scorso), per le famiglie che negli anni hanno popolato una lunga lista d’attesa pur di beneficiare del servizio e per i lavoratori, anzi le lavoratrici: tre sono disoccupate, le altre sono state reintegrate con una sostanziale riduzione del lavoro.
A tornare ad alzare la voce sulla questione, mettendo nel mirino i tempi di riapertura (promessa per metà ottobre dall’amministrazione Tomasi) dopo una manifestazione d’interesse che aveva suscitato polemiche vista la riduzione del finanziamento pubblico, è Silvia Biagini della Cgil insieme ad un gruppo di genitori «delusi e arrabbiati» per «l’assenza di risposte concrete e la privazione di un punto di riferimento educativo e di socializzazione» qual era il semiconvitto portato avanti in origine dalle suore crocifissine e dopo gestito da enti del terzo settore col sostegno comunale.
Si dicono disposti a lottare per un “diritto” dei loro figli, i genitori che insieme alla Cgil hanno inviato alla stampa una lettera. «Non comprendiamo le ragioni di questo ritardo – si legge – e abbiamo l’impressione che non ci sia alcun reale interesse a risolvere il problema e che il protrarsi dei tempi, non rappresenti che il tentativo di far morire questo».
I tempi lunghi, evidenzia la Cgil, lanciano un’ombra non solo sul presente ma anche sul futuro. «Siamo quasi a metà dell’anno scolastico – continua Biagini –: alcune famiglie si sono organizzate in proprio, altri ragazzi sono stati inseriti nel doposcuola delle Collodi ma ancora molti aspettano una risposta. La preoccupazione però a questo punto non è solo se ma come riaprirà». Dalle Crocifissine, alla chiusura del nido Il Mulino, al passaggio di alcune scuole per l’infanzia allo Stato: la Cgil evidenzia come «un altro pezzo della storia educativa della città rischia di concludersi per produrre un risparmio sulla pelle dei ragazzi e delle loro famiglie».
Parole che l’amministrazione Tomasi rigetta al mittente in una infuocata risposta. Ricordando le sei statalizzazioni fatte dal 2010 al 2016 delle scuole dell’infanzia e la chiusura del Mulino per motivi di inagibilità post controlli sismici, sulle Crocifissine il comune dice di aver finito da tempo l’iter burocratico per la riapertura. Dopo l’incontro tecnico con il consorzio Co&So, autore del progetto risultato ammissibile dopo la manifestazione di interesse a cui è seguito lo stanziamento di 80mila euro, mancano le «osservazioni» della cooperativa alla proposta di disciplinare fatta dal Comune. Nella nota si evidenzia come l’amministrazione abbia voluto «cambiare logica» rispetto al passato quando i costi erano stati (biennio 2016/2017) 3. 500 euro ad utente, dove il 70% con Isee superiore ai 20mila euro. Motivazione già nota mentre nella nota non c’è una virgola riguardo al fatto se, con un contributo più che dimezzato, il semiconvitto potrà mantenere standard di qualità e quantità di un servizio che è stato centrale nel tessuto socio-educativo della città. –
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