Gioco
Publiacqua bocciata dall’Autorità idrica: la prima pagella è piena di brutti voti
Pistoia, i risultati dei gestori toscani sono stati misurati e confrontati: su 6 indicatori chiave, per 3 volte la spa pistoiese è ultima
PISTOIA. L’Autorità idrica toscana ha distribuito le pagelle ai sette gestori degli acquedotti in Toscanae per Publiacqua non sono buone notizie. La società che si occupa di dissetare i pistoiesi e far funzionare le loro fogne ha fatto quasi l’en plein di insufficenze: ultima in tre materie su sei, penultima in altre due, è riuscita ad ottenere il massimo dei voti solo in una disciplina. Sia chiaro, le attenuanti ci sono, a partire dal fatto che Publiacqua è la società che fattura il maggior quantitativo di acqua. E la grandezza della sua rete di acquedotti è seconda solo a quella del grossetano Acquedotto del Fiora. Ma il dato resta, eloquente. E in un momento in cui i principali Comuni (tra cui Pistoia) si sono detti d’accordo a prolungare di tre anni la gestione di Publiacqua (in scadenza naturale nel 2022) è logico che i dati facciano discutere.
Innanzitutto, di che si tratta? Del fatto che l’annuale Relazione del direttore generale dell’Autorità idrica toscana (l’organismo che riunisce tutti i Comuni toscani e che si occupa di programmazione, organizzazione e controllo su acquedotti e fognature), oltre a fornire – come sempre – una gran messe di informazioni sul funzionamento delle società di gestione nell’anno di riferimento, cioè il 2017, da quest’anno ha inserito la “valutazione delle criticità infrastrutturali del servizio idrico integrato a livello nazionale”: cioè le pagelle di cui sopra. Il tutto comprensivo di obiettivi da raggiungere, premi e penalità e così via.
Sei i macroindicatori scelti. Il primo riguarda le perdite idriche, e Publiacqua si classifica nel penultimo gruppo con Gaia e l’Acquedotto del Fiora. Meglio fa Acque, meglio ancora Asa, Nuove Acque e Geal. In percentuale, Publiacqua perde per strada il 48% dell’acqua che estrae dall’ambiente (acque superficiali o pozzi), una percentuale che nel 2017 è rimasta pressoché identica a quella dell’anno prima. Gaia (il gestore di Lucca e Massa Carrara, oltre che di parti della provincia di Pistoia) riesce a fare anche peggio, con il 48,6%. V a detto che se si cambia il criterio, contando cioè solo le perdite di rete in distribuzione, la posizione di Publiacqua migliora un pò e la percentuale di acqua sprecata scende al 37,9%, battuta sia da Gaia (38,7%) che dall’Acquedotto del Fiora (48%).
Il secondo indicatore riguarda le interruzioni del servizio e qui Publiacqua è sull’ultimo scalino, con le sue 12,4 ore di interruzione del servizio (ma Acque è a 27,3 e l’Acquedotto del Fiora a 15,9). Terza voce è la qualità dell’acqua erogata, indicatore che vede Publiacqua penultima (meglio solo di Gaia e Fiora e a pari merito con Acque spa). Ma se si parla di qualità dell’acqua depurata, Publiacqua finisce all’ultimo posto (sempre in compagnia di Acque spa).
L’unico indicatore ottimo è quello relativo allo smaltimento dei fanghi in discarica, con Publiacque finalmente in classe A, insieme a Gaia, Geal e Acque spa.
Tutti all’ultimo posto, invece, per quanto riguarda l’indicatore battezzato “adeguatezza del sistema fognario”: cinque classi di merito, ma le società di gestione toscane si ritrovano tutte nell’ultima categoria, la E.
E non è finita: la relazione prende in esame anche le qualità contrattuali dei gestori, indicando 30 parametri, basati sugli obblighi fissati dalle singole Carte dei servizi. E Publiacqua finisce ultima per percentuale di appuntamenti fuori standard, comunicazioni, misuratori, preventivazioni e sportelli. Insomma, una mezza Caporetto. Sarà anche per questo che la spa dell’acqua pistoiese detiene il record di penali comminatele dall’Autorità idrica: ben 1,6 milioni di euro su 1,9 milioni totali. —
FABIO CALAMATI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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