Toscana
Falso agente penitenziario cerca di truffare un bar: arrestato dai veri poliziotti
PISTOIALa Squadra mobile della questura di Pistoia, ha arrestato nel pomeriggio di domenica un 58enne pesciatino, pluripregiudicato, perché sorpreso in flagranza del reato di truffa ai danni di un...
PISTOIA
La Squadra mobile della questura di Pistoia, ha arrestato nel pomeriggio di domenica un 58enne pesciatino, pluripregiudicato, perché sorpreso in flagranza del reato di truffa ai danni di un commerciante del centro, titolare di un bar in Galleria Nazionale.
Alcuni giorni prima, l’uomo, Giuliano Vezzani, attualmente domiciliato in un albergo di Montecatini, si era presentato al bar qualificandosi come un appartenente alla Polizia penitenziaria e richiedendo la somma di 50 euro a titolo di sponsorizzazione di un torneo di calcio tra squadre delle forze di polizia. Il commerciante si era insospettito per lo strano comportamento del suo interlocutore e aveva provveduto ad avvertire la Squadra mobile, i cui investigatori erano già sulle tracce dell’uomo, soggetto avendo in precedenza ricevuto varie querele per analoghi fatti commessi sempre ai danni di bar e ristoranti della zona.
Non è stato quindi difficile capire che il titolare del bar stava per essere vittima dell’ennesima truffa e quindi nel pomeriggio di domenica, giorno fissato per la consegna del denaro, è stato predisposto un servizio di appostamento. E immediatamente dopo aver ricevuto i soldi, l’uomo è stato bloccato all’esterno del bar con ancora in tasca la banconota da 50 euro, che era stata precedentemente fotocopiata.
Accompagnato negli uffici della questura, Vezzani è stato dichiarato in arresto. Questa mattina comparirà davanti al giudice monocratico del tribunale per la convalida e per il processo per direttissima.
Ulteriori verifiche hanno consentito alla polizia di appurare che l’uomo si era reso responsabile di almeno un’altra decina di episodi simili avvenuti in varie zone d’Italia a partire almeno dagli inizi degli anni Duemila.
Una sua tecnica era quella di presentarsi nei ristoranti per prenotare delle cene sociali con decine di persone, per poi chiedere un contributo per delle sponsorizzazioni. Una carriera da truffatore seriale che si era poi interrotta nell’agosto del 2009, quando fu arrestato per aver fatto da palo a due complici che avevano rapinato in casa una coppia di anziani, a Buggiano. Scontata la condanna, era uscito di carcere all’inizio di quest’anno. E quasi subito erano arrivate altre denunce per delle truffe messe a segno ai danni di ristoratori. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google