Il Tirreno

Pistoia

Gestiva una nota pizzeria a Quarrata conosciuta in tutta l’area pistoiese, da cinque anni è senza una casa 

I lunghi anni bui del “mago” e l’appello: «Compriamo un camper a Francesco»

VALENTINA VETTORI

storia difficileI quarratini, e non solo, lo conoscono come il “mago”, per via del nome dello storico ristorante “Il mago di Oz” di cui è stato titolare per oltre trenta anni. Il locale, però, nel...

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storia difficile

I quarratini, e non solo, lo conoscono come il “mago”, per via del nome dello storico ristorante “Il mago di Oz” di cui è stato titolare per oltre trenta anni. Il locale, però, nel 2013 ha chiuso i battenti e da quel momento, anche a causa di problemi familiari, è cominciato il disagio. Un lento, ma inesorabile declino che lo ha portato a perdere tutto.

Francesco Scalise, detto “il mago”, ha settant'anni e, da cinque, non ha più un tetto sopra la testa. Vive nel suo vecchio caravan, piuttosto scalcinato, con cui fa la spola tra una piazza e l'altra del Comune di Quarrata per avere l'acqua e l'energia elettrica. Va avanti grazie alla sua pensione, seicento euro al mese, ma le continue spese per aggiustare il camper - che ha oltre trent'anni, problemi di infiltrazioni, una vecchia stufa che perde monossido e i fornelli che non funzionano più - gli portano via diverse risorse, che non gli lasciano molte altre possibilità. Il Tirreno, due anni fa, aveva già raccontato la sua storia, ma poi niente era cambiato. Stavolta, a riaccendere i riflettori su una persona “invisibile”, come la definisce lui, è Fabio Cappellini, che di mestiere ripara camper, e che proprio per questo motivo ha conosciuto Scalise.

Cappellini, tramite i social network, ha lanciato una raccolta fondi per comprare un camper a Scalise. L'obiettivo sono diecimila euro, ma nel caso in cui non venga raggiunta la somma, i soldi andranno comunque al settantenne, che potrà utilizzarli per le sue necessità. «Non ho fatto niente di speciale – dice Cappellini – se non il tentativo di aiutare una persona in difficoltà. Ho visto come vive Francesco, e credo che sia inaccettabile che un uomo della sua età debba sopportare quel disagio».

Un disagio che, però, è lo stesso Scalise a dire di aver imparato a sopportare, anche a causa del suo «carattere ombroso» che, in più di un'occasione lo ha portato a rifiutare l'aiuto offerto dalle persone. «Ho sempre voluto fare tutto da solo» confessa. Il problema è che ora, il camper dell'uomo non è più un luogo sicuro, e un'alternativa deve essere trovata.

Sulla vicenda, però - contattato da Il Tirreno -, interviene anche il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti, che rispedisce al mittente le accuse rivolte alla sua amministrazione, accusata sui social network di aver “dimenticato” l'ex ristoratore. Niente di più falso. Spazza via ogni commento negativo Mazzanti, sottolineando i molteplici interventi proposti dai Servizi sociali del Comune a Scalise. «Più volte – dice il sindaco – gli abbiamo dato contributi per pagare il bollo del camper e diverse riparazioni. Lo scorso anno gli proponemmo di andare a vivere in una casa famiglia, insieme ad altre persone, ma si è rifiutato e per un anno non è più tornato da noi. Lo abbiamo poi ricontattato proponendogli di partecipare al bando delle case popolari, che scadeva lo scorso luglio, così da entrare in graduatoria». Ma Scalise non ha partecipato nemmeno a quello.

«A Quarrata – prosegue Mazzanti – sosteniamo molte famiglie con i contributi destinati all'affitto, abbiamo un market sociale e le nostre politiche sociali seguono attentamente le famiglie in difficoltà. Inutile dire, però, che possiamo aiutare solo chi è disposto a farsi dare una mano». —

VALENTINA VETTORI

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