Il Tirreno

Pistoia

tragedia a quarrata 

Mamma di 39 anni uccisa da un’emorragia cerebrale

Massimo Donati
Sara Noci
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Sara Noci

Sara Noci si è accasciata sul pavimento di casa mentre stava infilando il cappotto alla figlioletta per accompagnarla a scuola. Nella notte la donazione degli organi

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QUARRATA. Stava infilando il cappottino alla figlia, prima di uscire di casa per accompagnarla a scuola. Quando si è portata all’improvviso le mani alla testa e si è accasciata sul pavimento. La tragedia si è consumata nel mattino di giovedi 15 a Casini di Quarrata, in via Fiorentina. Vittima di un’emorragia cerebrale, Sara Noci, 39 anni. Accertata la morte cerebrale, nel pomeriggio all’ospedale di Pistoia sono state avviate le procedure mediche per la donazione degli organi: un ultimo gesto d’amore da parte della giovane mamma, e un omaggio alla sua grande voglia di vivere.

La notizia si è diffusa come un fulmine a ciel sereno per Quarrata. «Non riusciamo ancora a rendercene conto – spiega in preda al dolore Giancarlo Noci, consigliere comunale e cugino del padre di Sara, Piero, con cui lavora nel salottificio di famiglia “Tre Enne” – L’altro giorno era venuta qui a trovarci, in azienda... Nessun sintomo, mai. E poi era una ragazza sempre allegra, solare, nonostante i problemi della vita. Che affrontava con coraggio e ottimismo, sempre. Senza abbattersi».

Come detto Sara è stata colpita dal malore mentre stava vestendo la figlia più piccola, di 6 anni: l’altro figlio, un adolescente di 16, era già uscito per andare a scuola da solo, con il pullman. Alle grida della bambina, è stata la sorella di Sara, Eleonora, che si trovava al piano di sopra, ad accorrere. Dato l’allarme al 118, sul posto sono accorse immediatamente l’automedica e un’ambulanza. I soccorritori hanno iniziato a praticare alla giovane mamma le manovre per la rianimazione e grazie anche al defibrillatore sono riusciti a far tornare a battere il suo cuore. Quindi, la corsa verso l’ospedale San Jacopo. Dove però, al termine degli accertamenti del caso, è arrivato il drammatico responso da parte dei medici: troppo estesi i danni provocati dall’emorragia cerebrale e dalla mancanza di ossigeno durante l’arresto cardiaco.

A quel punto, constatata la morte cerebrale, i responsabili del reparto hanno iniziato le procedure di preparazione per la donazione degli organi, prevista per la nottata: un consapevole gesto di generosità con cui Sara aveva espresso la volontà di aiutare gli altri anche quando non ci sarebbe stata più.

Come detto, la giovane mamma lascia un figlio di 16 e una figlia di 6 anni, oltre a un fratello e a due sorelle e al padre Piero e alla mamma Anna. Negli ultimi tempi si prendeva cura dei figli e della casa, ma in passato, assieme al babbo e allo “zio” Giancarlo, aveva lavorato nel mobilificio di famiglia Tre Enne Italia, in via Brunelleschi.

Tanti i messaggi di cordoglio che, anche attraverso i social, sono arrivati alla famiglia, accomunati dal ricordo di una persona dalla personalità travolgente. «Un nuovo angelo, troppo giovane e dagli occhi azzurri, volato in cielo – scrive un amico – Di te mi porterò sempre il sorriso che mi facevi, il modo in cui mi salutavi, l’energia travolgente e il tuo modo di superare le difficoltà». —

 

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