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Furti di piante e attrezzi agricoli: l’esasperazione dei piccoli vivaisti di Pistoia
Incontro a Ramini con il sindaco Tomasi «Servono telecamere e più controlli». L’idea dei microchip
PISTOIA. Piante piccole ripiantate in altri vivai, piante ad alto fusto rubate nel fine settimana, guarda caso quando la gran parte dei vivai il lunedì effettua le spedizioni. E poi razzìa di attrezzi agricoli e di gasolio dai capannoni.
In centinaia di aziende dove fino a qualche anno fa si era abituati a lasciare le chiavi sui trattori e i campi completamente aperti, ecco che compaiono sbarre e catene. Qualcuno si è attrezzato con telecamere di sorveglianza, altri con sensori. Ma non basta a frenare l’emorragia di furti, e il numero di vivaisti presenti all’incontro di martedì 13 novembre con il sindaco organizzato nella sede dell’azienda Baldacci, a Ramini, ha visto una partecipazione molto più nutrita di addetti rispetto allo scorso anno.
Quando Romano Baldacci, esasperato dai continui furti, decise di convocare una conferenza stampa, furono una decina i colleghi che si “aggregarono” per raccontare esperienze analoghe. Martedì erano sessanta. «C’è paura di ritorsioni – commenta Paolo Chiti, che ha un’azienda a Masiano – ma anche la consapevolezza che così non si può andare avanti». Ecco quindi che la presenza di Alessandro Tomasi diventa l’occasione per chiedere più controlli, e anche per proporre qualche idea. «Anzitutto – precisa Chiti – vorremmo sapere se è fattibile, economicamente ma non solo, l’installazione di un sistema di telecamere di sorveglianza all’incrocio con le strade principali della piana». In attesa della risposta degli uffici comunali, la proposta di Chiti: «Inseriamo in alcune partite di piante, sia in vaso che in zolla, dei microchip, che ci consentano di tracciarle in caso di furto». Quel che deve essere messo a punto, infatti, è un sistema di tracciabilità che permetta di recuperare partite di piante altrimenti (soprattutto quelle piccole) impossibili da rintracciare.
Tomasi ha chiesto al nuovo comandante della Compagnia carabinieri di Pistoia di partecipare all’incontro e l’invito è stato raccolto da Steven Noccioletti e dal luogotenente della vicina Stazione di Bottegone. «Siamo consapevoli – aggiunge Chiti – che serve collaborazione tra noi, che non basta qualche passaggio in più dell’Arma, comunque a corto di uomini, ma è stato importante raccontargli la difficoltà in cui lavoriamo».
Giacomo Giacomelli, anche lui presente all’incontro, mostra una foto: c’è un campo desolatamente vuoto, con i segni recenti di piante tolte dal terreno: «Si trova a Badia – spiega – a cento metri da casa mia. Fino a sabato sera c’era un bellissimo impianto di magnolia galliflora gallissoniensis, con impianto d’irrigazione a goccia, tutto perfettamente assolcato in previsione delle piogge invernali. Poi, durante la notte, qualcuno ha pensato di espiantare e far sparire le piante. Ovviamente in qualche campo non lontano domenica qualcuno ha realizzato un impianto di magnolia. Per quanto dovremo sopportare tutto questo? ».
Tomasi ha chiesto un incontro al prefetto Emilia Zarrilli. «Ho confermato – afferma il sindaco – il nostro pieno appoggio nei confronti dei vivaisti esasperati per i continui furti. Occorre un’azione dura di contrasto per arginare un fenomeno purtroppo molto diffuso, che colpisce anche le piccole aziende. È necessario continuare la strada intrapresa nei mesi scorsi, potenziandola». Tomasi ringrazia le forze dell’ordine per l’intensificazione dei controlli. Non sono sufficienti, non potrebbero in alcun caso esserlo. Servono altre soluzioni e denunce da parte di chi subisce furti. Le seconde sembra comincino ad esserci, insieme alla voglia di non subire più. –
TIZIANA GORI.
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