Il Tirreno

Pistoia

OMESSA DENUNCIA 

Ex sindaco sotto processo concluso il dibattimento

PISTOIASecondo la procura, sapevano, o almeno sospettavano, ma non hanno fatto nulla: con l’audizione degli ultimi testimoni della difesa, si è chiusa ieri mattina davanti al giudice monocratico del...

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PISTOIA

Secondo la procura, sapevano, o almeno sospettavano, ma non hanno fatto nulla: con l’audizione degli ultimi testimoni della difesa, si è chiusa ieri mattina davanti al giudice monocratico del tribunale la fase dibattimentale del processo che vede sul banco degli imputati, con l’accusa di omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, l’ex sindaco di Pistoia Renzo Berti e l’ex direttore generale del Comune Renzo Ferri.

Un processo scaturito in seguito agli sviluppi dell’inchiesta “Untouchables” sugli appalti truccati. L’accusa nei confronti di Berti e Ferri infatti è quella di aver ignorato, fin dal 2007, le segnalazioni che arrivavano sulle loro scrivanie sui presunti reati di cui Marcello Evangelisti (condannato per questo anche in appello), in qualità di dirigente dell’ufficio Lavori pubblici, era sospettato sia nell’assegnazione delle gare che nel riconoscimento degli incentivi di progettazione a lui stesso e al suo staff tecnico.

Insomma, secondo la procura, se l’ex primo cittadino e l’ex dirigente avessero denunciato questi comportamenti sospetti all’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti non sarebbe stato necessario aspettare anni per portare alla luce quella che viene ritenuta una vera e propria spartizione dei lavori pubblici nella nostra provincia. Invece c’è voluta un’indagine partita autonomamente e culminata l’11 giugno 2012 con l’arresto dell’Evangelisti e di altri 22 tra imprenditori, politici, dirigenti e funzionari pubblici.

Due i capi di imputazione. Nel primo, i due vengono accusati di non aver segnalato all’autorità giudiziaria i comportamenti sospetti di Evangelisti nell’ambito dell’assegnazione degli appalti per i lavori pubblici. Comportamenti che erano stati segnalati loro, fin dal 2007, sia dal Collegio dei revisori dei conti del Comune sia, nel 2011, per i lavori del sottopasso per la cosiddetta Quinta porta, dal Collegio di auditing istituito per effettuare il controllo di regolarità amministrativa degli atti dei dirigenti comunali, comprese le determinazioni del capo dell’ufficio lavori pubblici.

Il secondo capo d’imputazione riguarda invece le segnalazioni ricevute sulle presunte irregolarità commesse dall’Evangelisti nella liquidazione dei cosiddetti incentivi per la progettazione e la direzione dei lavori di opere pubbliche, previsti per premiare i tecnici comunali.

La sentenza è prevista a febbraio. —

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