Ambulatori in tilt per i ticket I dipendenti: «Così non va»
Totem per la riscossione mal funzionanti: all’ospedale San Jacopo code e disagi Infermieri e impiegati costretti a metterci la faccia: «Ma non abbiamo colpe»
Pistoia
«Pratica non pagabile», si leggeva ieri sullo schermo dei “Punti rossi” per il servizio di riscossione ticket del San Jacopo. Solo tre parole, ma capaci di creare più di un problema e ritardo nell’accettazione per i servizi ambulatoriali dell’ospedale: un tilt che ha causato ritardi nell’erogazione dei servizi e code per effettuare le pratiche burocratiche. Un caos, insomma, ridotto grazie alla buona volontà e alla pazienza dei dipendenti dell’Asl, costretti loro malgrado a chiedere scusa ai pazienti. Perché in questi casi loro ci mettono la faccia, ma non hanno colpe. A creare i disagi è il sistema informatico per i pagamenti: «La tecnologia a volte ci uccide», commenta laconica un’infermiera costretta a somministrare alle 9 del mattino una cura programmata per le 8 con relative e conseguenti proteste del paziente.
Già dalla scorsa settimana i “Punti rossi” hanno causato più di un problema. Un aggiornamento tecnologico del fornitore del servizio, la ditta Bassilichi, aveva reso impossibile effettuare la riscossione con carte di credito e bancomat, mentre era assicurato quello in contanti. Il problema di ieri però non era legato ai pagamenti. Il sistema informatico non riconosceva alcune prenotazioni e rimbalzava i pazienti con la già citata scritta: «Pratica non pagabile». Un problema già riscontrato da chi, nei giorni precedenti, aveva provato a pagare i ticket nelle tabaccherie abilitate.
Il disservizio avveniva tanto nel “Punto rosso” dell’accettazione, quanto in quello all’ingresso dell’ospedale. Chi non riusciva a pagare il ticket, si è quindi trovato a fare il giro dell’ospedale provando una macchinetta dietro l’altra, come ad esempio quella posizionata nel reparto di radiologia, ma ricevendo alla fine sempre la stessa risposta. Inutile qualsiasi tentativo: sia che si avvicinasse il codice a barre al lettore elettronico, sia che si inserisse manualmente il codice della prenotazione, il risultato risultava comunque negativo.
Il tutto mentre le code ai “Punti rossi” ingrossavano di minuto in minuto e tutto il sistema ambulatoriale subiva un forte rallentamento, perché senza ticket non si fanno (giustamente) visite.
«Probabilmente il disservizio è causato da un problema alle prenotazioni effettuate al Cup», è stata la risposta degli operatori dello sportello di accettazione che, alla fine, sono riusciti a mettere una pezza. A chi non riusciva a pagare hanno consigliato «di cliccare sul tasto in basso a destra del totem», inserire l’importo ed effettuare un pagamento generico. «Stia attento a non perdere questa ricevuta – spiegava mortificata una dipendente –. Ho inserito nella pratica che la riscossione è stata effettuata in questo modo, ma non è collegato direttamente alla prestazione, quindi non vorrei che in futuro le contestino il mancato pagamento del ticket».
Una volta superato il percorso a ostacoli per pagare il ticket, i pazienti sono stati costretti a una fila per le prestazioni ambulatoriali, che risultavano tutte in ritardo. «Queste cose per noi sono un calvario – spiega un’infermiera –. Purtroppo non possiamo i pazienti subiscono un disservizio e protestano, ma noi non abbiamo colpe. Come categoria siamo spesso messi all’indice per pochi colleghi che non timbrano il cartellino e rubano lo stipendio. Ma nessuno ci ringrazia quando siamo costretti a lavorare in queste condizioni». —
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