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Il tesoretto dell’Imu non pagata, scoperti 4 milioni di tasse evase

FABIO CALAMATI
Il tesoretto dell’Imu non pagata, scoperti 4 milioni di tasse evase

Risalgono agli anni dal 2013 al 2016, tutto merito di un nuovo software Presto i ruoli all’Agenzia delle Entrate, attesa per l’ipotesi “rottamazione”

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PISTOIA. Sette milioni e mezzo di euro. Per le cifre del bilancio comunale di Pistoia si tratta di una cifra enorme. Sono più di quanto, per fare un esempio, l’amministrazione pensa di incassare a fine anno da tutte le multe per violazioni del codice della strada: divieti di sosta, autovelox, violazione dei varchi, passaggi col rosso, tutto.

Questo enorme mucchio di soldi è il valore dell’Imu (l’iposta municipale unica) che i pistoiesi, negli ultimi anni, non hanno pagato mentre avrebbero dovuto farlo. Una cifra che si è gonfiata a dismisura con l’ultimo aggiustamento dei conti, approvato il 29 ottobre scorso dal consiglio comunale. Sì, perché - come ha spiegato ai consiglieri l’assessore al bilancio Margherita Semplici – gli uffici comunali negli ultimi mesi sono riusciti a scoprire ben 4 milioni di euro di Imu non pagata negli anni 2013-2015 per le persone fisiche e 2013-2016 per quelle giuridiche (società e simili). E siccome nel bilancio preventivo era già contenuta una previsione di 3,5 milioni a questa voce, ecco che il totale schizza a 7,5 milioni di euro.

In altre parole, al Comune risulta che ci sono centinaia di pistoiesi che avrebbero dovuto pagare l’Imu in questi anni e non l’hanno fatto o lo hanno fatto in misura minore di quanto avrebbero dovuto. Seconde e terze case (la gran maggioranza delle abitazioni principali sono esenti dal 2014), box, negozi, fondi, fabbricati di qualunque tipo: tutti beni che avrebbero dovuto portare al pagamento dell’Imu e che invece sono rimasti “fantasma”. In parte si tratta di vera e propria evasione fiscale, in parte – probabilmente – di oggettive difficoltà economiche che spingono i contribuenti a non versare il dovuto.

Ma come mai Palazzo di Giano, in poco tempo, è riuscito a far venire alla luce tutta questa Imu non pagata? Merito – come spiega la stessa assessore Semplici – del nuovo programma in uso agli uffici comunali, che consente la consultazione degli archivi comunali e l’incrocio di dati (ad esempio con il catasto) in modo molto più rapido. Ora, ad esempio, quando si individua un contribuente evasore per un anno, si può subito estendere la ricerca anche agli anni successivi e più recenti: spesso si trovano altre somme non versate. E per di più queste sono generalmente più recenti, quindi più facilmente “attaccabili” dagli uffici tributari.

«La lotta all’evasione fiscale è ovviamente un indirizzo politico – sottolinea Semplici – ma la scelta di questi nuovi strumenti sono stati un’indicazione degli uffici. Ma neanche loro si attendevano un simile successo».

E ora? Gli elenchi dei pistoiesi evasori Imu saranno passati all’Agenzia delle Entrate che inizierà a spedire lettere a casa chiedendo la riscossione. Ma l’assessore Semplici sa bene di non aver risolto i problemi economici del Comune: storicamente, infatti, anche l’Agenzia delle Entrate ottiene successi molto parziali nell’esazione: storicamente la percentuale di chi paga si aggira sul 15%, anche se le previsioni degli uffici tendono ad essere molto prudenziali e a non superare il 10%. Ma la possibilità di “rottamare” questo genere di debiti con il Comune – se sarà introdotta dal governo – potrebbe cambiare le cose. I conti si faranno a fine anno. —

FABIO CALAMATI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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