La protesta
Sempre meno profughi sulla nostra montagna Centri verso la chiusura
Pochi i nuovi arrivi: dai 200 di alcuni mesi fa gli ospiti presenti sono scesi a 139. La Misericordia: «Situazione più gestibile»
SAN MARCELLO
Attualmente i richiedenti asilo sulla Montagna pistoiese sono 139, distribuiti in un territorio che va dalle Piastre all’Abetone. Un calo sostanziale se si pensa che solo pochi mesi fa erano intorno ai 200. Il Centro di accoglienza straordinaria La Riva di Abetone, gestito dalla Misericordia, ne è l’esempio più lampante, visto che, in passato, aveva punte che hanno toccato anche le 70 unità: adesso di ospiti ce ne sono 18, e la previsione è che presto andrà a chiudere.
«Ad Abetone – spiega Gianluca Staderini, direttore regionale delle Misericordie – nel centro di accoglienza La Riva ci sono state anche punte di presenze di richiedenti asilo fino a 70. Adesso invece la situazione è migliore, con 18 presenze. Per noi vuol dire molto, visto che riusciamo a gestirla meglio. Uno degli ultimi episodi di allontanamento riguarda 8 profughi a cui sono stati interrotte le misure di accoglienza».
Poi Staderini precisa: «Come sistema Misericordie devo dire che negli ultimi tempi gli arrivi in genere sono stati davvero molto ridotti: si tratta di arrivi numericamente pressoché insignificanti. Ed è per questa ragione che, anche se non sarà in tempi brevissimi, il centro di Abetone andrà verso la chiusura».
Anche il comune di San Marcello-Piteglio ha registrato un calo di presenze.
«Ad inizio del mio mandato – spiega Roberto Rimediotti, assessore alla Sanità e vicesindaco – c’erano sul territorio 83 profughi. Nell’ultimo periodo, invece, ne registriamo 62 nei Centri di accoglienza straordinaria. Nello specifico, ce ne sono 30 a Lizzano, e gli altri, in strutture molto più piccole, divisi tra Mammiano, Prunetta e Campo Tizzoro. Cinque sono a Pontepetri, ma nello Sprar, l’accoglienza di secondo livello. La nostra prospettiva – aggiunge Rimediotti – è trasformare ed allargare il numero dei richiedenti asilo all’interno dello Sprar ed arrivare a non avere più Cas. Dobbiamo sottolineare che sotto l’aspetto dell’integrazione, a parte casi sporadici, non ci sono stati problemi e, in accordo alle cooperative che li gestiscono, abbiamo fatto, come amministrazione comunale, molte attività volte all’integrazione:una per tutte, ad esempio, l’ultima, che è quella che ha visto alcuni richiedenti asilo dare una mano alla ripulitura dell’area del Ponte Sospeso».
Calati i profughi anche nel paese delle Piastre. «Adesso a Le Piastre – spiega Moreno Sepiacci, presidente del Consorzio cooperazione e solidarietà (Co&so) – nella ex struttura alberghiera ce ne sono 32, e nella Valle del Reno 27. Il calo è sempre stato costante ed ora è sostanziale. Adesso anche su tutto il terriotrio pistoiese molte sedi piccole sono addirittura chiuse. Nella provincia di Pistoia abbiamo 3 Sprar con modelli buoni di integrazione. In tutta la provincia di Pistoia i richiedenti asilo sono circa 730, compresi i 122 inseriti negli Sprar». —
CARLO BARDINI
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