Gioco
Indietro nel tempo a passo di danza sognando il debutto in un “Gran Ballo”
Ai corsi di Lisa Franceschini sia giovani che ultraottantenni accomunati dalla passione per l’epoca risorgimentale
PISTOIA
Un inchino, il gioco di sguardi tra dame e cavalieri, un giro di valzer sulle note di Johann Strauss e l’impressione è quella di essere catapultati sul set cinematografico del film Il Gattopardo, diretto da Luchino Visconti. Invece siamo al Centro Giovanni Paolo, nei locali della Misericordia, alla Vergine, dove ogni mercoledì sera va in scena il corso di danze ottocentesche e scozzesi con l’insegnante di ballo Lisa Franceschini, della Società di Danza, associazione culturale fondata nel 1991 da Fabio Mòllica, maestro di danza all’Accademia militare di Modena, che si occupa di studio, pratica e diffusione delle danze storiche e ottocentesche in circoli di tutta Italia.
A passo di danza e conti da otto, si impara a conoscere e sperimentare quello era lo spirito dell’epoca risorgimentale, quando – anche e soprattutto attraverso le danze di società in lussuosi palazzi dove venivano allestiti i “Gran Balli” – si intessevano relazioni e si aveva la possibilità di conoscere le persone. Valzer, quadriglie, contraddanze, mazurka, polka e danze scozzesi erano l’occasione per corteggiare una dama o scambiarsi importanti informazioni senza dare troppo nell’occhio. Un universo fatto di gestualità rituali, bon ton, dame con indosso gonne ampie e sfarzose e cavalieri in doppio petto.
Ma chi è che oggi si avvicina a questo tipo di danza, che – rispetto a liscio, tango e balli da sala – è meno conosciuta? Il range dell’età, come racconta l’insegnante lucchese Lisa Franceschini, anche a Pistoia, dove il corso è alla sua seconda edizione, è vario: «Si va dai ragazzi molto giovani a persone perfino di ottant’anni, che con queste danze riscoprono la possibilità di intessere legami e socialità e contemporaneamente si mantengono in movimento con un’attività fisica che si svolge in compagnia».
Un esercizio per il corpo e per la mente, dunque, ma anche lo studio di usi e costumi di un’epoca non troppo lontana. Il pensiero che possa essere creato un modo nuovo di stare insieme, attraverso la danza, fondendo aspetti sociali e artistici.
«Dietro le danze di società dell’Ottocento – spiega l’insegnante – c’è un grande e minuzioso studio» per “riportarle in vita” ai giorni nostri, senza stravolgerne l’essenza. E a spingere gli allievi, di tutte le età, a seguire le lezioni di Lisa c’è anche e soprattutto la curiosità di avvicinarsi a un sistema di regole che fondava la società ottocentesca, ma anche la passione per gli abiti ricercati e le particolari acconciature, con il mito della principessa Sissi in testa.
Sì, perché dopo tutte le prove in sala, sulle note di grandi compositori come Verdi, Rossini, Donizzetti e Strauss, il “debutto” vero e proprio si fa con il Gran Ballo. Un evento organizzato in residenze d’epoca, da vero e proprio film in maschera, dove allievi e insegnanti con lussuosi abiti di scena piroettano nei saloni. E chissà che, prima o poi, anche Pistoia non possa avere il suo Gran ballo, come quello previsto a Palazzo Ducale, a Lucca, il 15 dicembre. «Vedremo – lascia ben sperare l’insegnante – Ci stiamo lavorando». —
VALENTINA VETTORI
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
