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Pistoia Basket al Comune «Per il nuovo palazzetto serve un’area pubblica»

ELISA PACINI
Pistoia Basket al Comune «Per il nuovo palazzetto serve un’area pubblica»

Anche il sindaco e l’assessore allo sport al convegno sulla collaborazione tra privato e pubblico nell’impiantistica sportiva

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Si parlava di partenariato pubblico-privato come via praticabile per scuotere un problema che a Pistoia rappresenta una vena aperta come l’impiantistica sportiva. E inevitabilmente, dopo una serie di interventi interessanti sull’analisi della situazione toscana ed esempi virtuosi, si è finiti a parlare del nuovo palazzetto. Quello di cui il Pistoia Basket ha lanciato poco più di 10 giorni fa l’idea, raccogliendo – a sentire la società biancorossa – le possibilità offerte dal Credito Sportivo, l’interessamento già manifestato di alcuni privati e cercando una sinergia col pubblico.

Tanto che al tavolo dei relatori del convegno tenutosi alla Biblioteca San Giorgio ed organizzato da Associazione Est Venezia e Icet Costruzioni Pistoia, col patrocinio e la partecipazione del Comune, è stato chiamato, per un intervento fuori programma, Ivo Lucchesi. Il vicepresidente del Pistoia Basket, intervenendo tra il sindaco Tomasi e le conclusioni dell’assessore allo sport Gabriele Magni (concordi nell’apertura del Comune a «progetti seri»), ha fatto un passo in più sull’iter progettuale illustrato finora. Invitando «il Comune ad individuare l’area prevalentemente pubblica» dove il progetto possa diventare realtà. Area pubblica, proprio come quella che 31 anni fa, portò ad un’altra grande opera nata in compartecipazione tra pubblico e privato ovvero l’attuale PalaCarrara.

Per inciso, che fine farebbe un palazzetto pubblico, usato da 31 anni prevalentemente per ospitare la pallacanestro, dove società e Comune hanno speso soldi (e continueranno a spenderne, per adeguarlo alle norme di capienza imposte dalla Fip) deve essere un tema su cui riflettere in questa nuova puntata di una discussione infinita.

«Bisogna partire bene insieme – ha detto Lucchesi – e in tempi ragionevolmente brevi mettersi intorno ad un tavolo. Quando fu costruito il PalaCarrara, con la partecipazione importante dei privati e di tre enti (Comune, Provincia e Cassa di risparmio, ndr) bastò un anno. C’era una spinta forte, la squadra giocava a Firenze al suo primo anno di A2. Oggi sappiamo che è tutto più complicato, serve una struttura che produca reddito per chi la fa e per questo c’è bisogno di spirito collaborativo».

E del lancio di bandi pubblici da parte del Comune, anche per impianti che producano reddito e sostengano le società, è tornato a parlare il sindaco Tomasi evidenziando - davanti a Ivo Lucchesi e al patron della Pistoiese Orazio Ferrari - gli sforzi delle due maggiori società sportive che «hanno conti in ordine e hanno risultati eccellenti». Bandi in arrivo, ha promesso Tomasi, nonostante le difficoltà degli enti locali che lamentano la mancanza di professionalità che sappiano rispondere agli alti canoni richiesti dalla progettazione e dalla richiesta credito, come evidenziato anche dall'intervento di Danilo Sforzi (vicesindaco di Sesto Fiorentino) dell'Anci Toscana. «Abbiamo ereditato questa situazione ma non ne faccio una questione politica» ha detto Tomasi. «Abbiamo iniziato a parlare con la società - ha chiuso Magni - perché non si può parlare di palazzetto per il basket ma di palazzetto per Pistoia città, che possa ospitare concerti, che abbia una ristorazione sportiva». —

ELISA PACINI

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