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Pistoia

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Via libera dal Comune ai cassonetti interrati ecco la mappa delle 24 “isole” ecologiche

Fabio Calamati
Due cassonetti interrati come quelli che saranno posizionati in centro a Pistoia
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Due cassonetti interrati come quelli che saranno posizionati in centro a Pistoia

I 154 contenitori consentiranno di togliere dalle strade i bidoncini colorati, ma solo all’interno della terza cerchia di mura

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PISTOIA. Ha incassato il disco verde del consiglio comunale la riorganizzazione del servizio di raccolta della spazzatura nel centro storico, con l’introduzione, novità assoluta a Pistoia, dei cassonetti interrati: 154, divisi in 24 postazioni.

In questo modo l’amministrazione Tomasi intende superare il problema rappresentato dai bidoncini colorati della raccolta differenziata che dal maggio 2015 fanno brutta mostra di sé nei vicoli del centro: un grosso problema estetico e di igiene, soprattutto d’estate. Tanto che la stessa amministrazione Bertinelli cercò, dopo il primo periodo sperimentale, di trovare una soluzione alternativa, convincendo i titolari di bar e ristoranti a tenersi i bidoncini all’interno delle proprie attività. Ma i risultati, come è facile vedere camminando per le vie del centro, sono stati deludenti.

Ora la giunta Tomasi ci prova con la scelta dei cassonetti interrati. Una soluzione su cui Comune e Alia spa discutono da un anno e che l’Ato Toscana Centro (l’Autorità d’ambito che si occupa di rifiuti per Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli)ha messo molto tempo ad approvare, dando il suo ok solo un mese fa.

I cassonetti interrati dovrebbero eliminare alla radice i problemi igienici e di immagine. Saranno installati, in tre lotti successivi, in tutto il centro storico fino alla terza cerchia di mura. Potranno essere utilizzati per i rifiuti indifferenziati, per la raccolta multimateriale (plastica e alluminio), per i residui organici e per il vetro. La collocazione esatta delle singole postazioni sarà definita solo in sede di progetto esecutivo. Ma la base da cui parte Alia è quella che riportiamo nella tabella qui sotto: l’ubicazione dei cassonetti potrà essere modificata di qualche metro, ma in generale dovrebbe essere questa.

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Per quanto riguarda invece la carta, la raccolta manterrà l’attuale modalità porta a porta.

Ciascun cassonetto potrà essere aperto con l’apposita chiave che verrà fornita agli utenti e che sarà legata al proprio codice Tari, la tassa sui rifiuti. Inoltre sui sacchetti dovranno essere messe speciali etichette che consentiranno di identificare chi li ha gettati. L’idea è quella di consentire, a chi raccoglie correttamente in modo differenziato la propria spazzatura, di avere degli sconti proprio sulla Tari.

L’intera operazione – stimano Comune e Alia – dovrà costare al massimo un milione 680.000 euro, ma si tratta di una stima, non ancora di cifre esatte.

E proprio sulla vaghezza dell’aspetto economico dell’operazione si sono diretti gli appunti dei gruppi di opposizione. In particolare c’è il timore che alla fine il costo del nuovo sistema faccia lievitare la Tari, che a quel punto aumenterebbe per tutti i cittadini pistoiesi, mentre i vantaggi del nuovo sistema sarebbero riservati solo a chi risiede nel centro storico. Altra critica ha riguardato proprio la mancanza di un progetto unitario che riguardi tutta la città. —


 

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