Il Tirreno

Pistoia

disagi a cisanello 

Sala operatoria inutilizzabile, 68enne rimandato in corsia

Pietro Barghigiani

Il pensionato, all’ottavo intervento per sostituire una protesi,  era stato preparato alle sei. L’ospedale: problema tecnico

3 MINUTI DI LETTURA





pisa

Il paziente svegliato alle 6 e preparato per l’intervento che arriva alla soglia della sala operatoria e si sente dire dal personale che non se ne fa niente. «Ci spiace, ma la sala non è utilizzabile» è la spiegazione senza dettagli che il pensionato, e come lui altri con interventi fissati da giorni, riceve a Cisanello.

È il disagio che si è verificato ieri mattina nell’edificio 3 del policlinico. Il pensionato, 68 anni, di Quarrata, è ricoverato da martedì in attesa di sostituire la protesi a un’anca. Una di quelle tossiche - con i metalli cromo e cobalto - impiantata nel 2008 e che ha già guastato la vita all’uomo costretto ad affrontare sette interventi. Quello di ieri avrebbe dovuto essere l’ottavo.

«Non mi hanno operato per problemi in una sala operatoria – spiega il paziente –. Mi hanno detto che domani (oggi, ndr) sarà il primo. Non so quanti altri erano nella mia situazione. Queste cose non devono accadere. Sono ricoverato da martedì. Stamani (ieri, ndr) mi hanno svegliato alle 6 per prepararmi. Mi hanno infilato cateteri e cannule, messo il camice verde e sdraiato sulla lettiga. Ma invece di entrare in sala mi dicono che salta tutto. Operazione rinviata, senza neanche spiegarmi il perché. Solo un generico problema nel locale».

L’Azienda ospedaliera, a cui è stata girata la protesta del paziente, spiega che all’origine dello stop c’è stato «un problema tecnico nel blocco operatorio dell’Edificio 3 che ha richiesto un intervento di risanamento e di ripristino delle condizioni di sicurezza. È stato quindi necessario riprogrammare gli interventi chirurgici di ortopedia previsti oggi (ieri, ndr) in quella sala, ma domani (oggi, ndr) sarà nuovamente funzionante. E il paziente in questione verrà sottoposto a intervento domani (oggi, ndr)».

Le protesi d’anca metallo su metallo, cioè fatte di due parti metalliche – una in cromo e l’altra in cobalto – erano già salite al disonore della cronaca quando (era il 2010) l’azienda De Puy ritirò il modello Asr, chiaramente difettoso e dannoso. Secondo alcuni studi clinici emersi tra il 2015 e il 2016, però, altri tipi di protesi metallo su metallo comportano potenziali rischi per la persona su cui vengono impiantate. In particolare infiammazioni della parte dove c’è la protesi, una specie di carie dell’osso. Oppure eventuali conseguenze sull’organismo originate dal rilascio di cromo e cobalto nel sangue.

Il 68enne non ha ancora concluso un calvario costellato da sette operazioni per una protesi impiantata a Pisa una decina di anni fa. Per sette volte è finito sotto i ferri. E ora, l’ottava, dovrebbe essere quella risolutiva.

«Non è un cosa semplice – confida – dopo l’operazione dovrà andare in rianimazione. Ecco perché con uno stato d’animo mio e dei familiari non proprio sereno, essere rimandato indietro a un passo dalla sala operatoria non fa piacere». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa