La protesta
Donne costrette a prostituirsi con la violenza e i riti magici: la polizia arresta un nigeriano
Montecatini: coinvolta anche una connazionale, per lei l'obbligo di dimora. Tutti e due vivono a Montecatini
MONTECATINI. Costringevano le loro connazionali a prostituirsi con la violenza, il ricatto e anche con dei riti magici. Finché non avessero restituito ciascuna 35.000 euro, non sarebbero state libere. Un uomo e una donna, entrambi di origine nigeriana e residenti in Valdinievole, sono stati individuati dalla polizia come responsabili dei reati di tratta, tentata estorsione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. L'uomo, 34 anni, è stato arrestato nella mattinata dell'8 novembre; la donna ha invece l'obbligo di dimora.
Le misure sono state eseguite al termine di un’articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Pistoia sotto la direzione del sostituto procuratore Angela Pietroiusti della Direzione Investigativa Antimafia di Firenze. Le indagini, durate alcuni mesi, hanno consentito di reperire concreti element a carico dei due nigeriani. Le donne erano state fatte entrare in Italia attraverso la rotta libica e successivamente avviate alla prostituzione in alcune città italiane, da ultimo Prato.
Le donne, prima della partenza, venivano sottoposte ad un rito "Ju Ju". Alle stesse venivano prese le mutande, parti delle unghie e alcuni peli del pube, poi veniva fatto mangiare loro l’organo crudo di un animale e bere grappa, al termine le venivano praticati alcuni fori alle mani con oggetti appuntiti facendo fuoriuscire sangue che, successivamente, veniva mischiato ad una sostanza nera con cui si spalmavano le ferite. Le donne, una volta arrivate in Italia, dovevano iniziare a pagare i 35.000 euro attraverso l’attività di prostituzione. Inoltre, sempre allo scopo di tenere le ragazze in uno stato di soggezione fisica e psicologica, venivano minacciate le famiglie d’origine in Nigeria di gravi conseguenze nel caso non avessero ripagato tutto il debito.
Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti confezioni di preservativi e farmaci per procurare l’aborto. Infatti, una delle donne avvviate alla prostituzione aveva già subito due aborti spontanei verosimilmente provocati da farmaci.
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