Il Tirreno

Pistoia

a pistoia e in provincia 

In buono stato le oltre 150 “pietre della memoria”

In buono stato le oltre 150 “pietre della memoria”

Ogni centro abitato possiede un monumento ai Caduti o un parco della rimembranza In via Curtatone e Montana inaugurata una targa

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PISTOIA

Si calcola siano poco più di 150 in provincia di Pistoia i monumenti ai caduti della Grande Guerra 1915-18: ci sono i grandi complessi monumentali, come quelli di Pistoia in piazza San Francesco o di Montecatini in viale Verdi; e ci sono le numerose lapidi e targhe, spesso in piccoli centri con i nomi dei Caduti; o anche i parchi della rimembranza, dove oltre al monumento ci sono anche gli alberi, piantati per ricordare chi non tornò dalle trincee (come a Campiglio di Cireglio, Piazza, Germinaia e Iano).

Di solito risalgono al ventennio fascista, spesso realizzati in bronzo e travertino, e qualche volta gli acciacchi dell’età si vedono. Ma complessivamente le “pietre della memoria” dedicate ai morti della Prima Guerra Mondiale si trovano in buone condizioni, come ha potuto constatare chi ha preso parte alle cerimonie del 4 Novembre.

A Pistoia il monumento più noto è sicuramente la grande scultura di piazza San Francesco, dove anche ieri mattina si è svolta la cerimonia con le autorità cittadine, i rappresentanti delle associazioni combattentistiche, i gonfaloni dei Comuni e il picchetto d’onore del reggimento parà Nembo. Realizzato nel 1925 dallo scultore Silvio Canevari, rappresenta un soldato morente che col suo corpo fa scudo alla Vittoria. Il basamento di marmo è segnato dalle colature di decenni di piogge, ma complessivamente il monumento è ben tenuto.

Ieri, poi, Pistoia ha anche inaugurato un altro angolo della memoria: una piccola lapide in via Curtatone e Montanara, dedicata a sei giovani pistoiesi che partirono volontari nel 1848 e non fecero ritorno a casa.

Il principale monumento montecatinese, che rappresenta il carro del Genio della Vittoria, ha addirittura subito una radicale ripulitura nel 2017, grazie ad una iniziativa dei Lions: i lavori durarono quattro mesi e compresero la ripulitura del bronzo, del travertino e la stuccatura di alcune crepe formatesi nel tempo. Con l’occasione, è stato anche aggiunto un leggio in bronzo e plexiglass, che consente di informarsi sulla storia e il significato del monumento. —

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