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«Sempre più coinvolti contro la crisi Ma servono progetti»

«Sempre più coinvolti contro la crisi Ma servono progetti»

PISTOIALa Fondazione conferma i due canali tradizionali di erogazione: i progetti propri e i bandi destinati a progetti esterni. Ma negli ultimi anni, – come si legge nel documento – il primo canale...

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La Fondazione conferma i due canali tradizionali di erogazione: i progetti propri e i bandi destinati a progetti esterni. Ma negli ultimi anni, – come si legge nel documento – il primo canale ha preso sempre di più il sopravvento, anche per il “processo di ridimensionamento delle locali articolazioni del welfare state” e per il perdurare della crisi economica. La Fondazione cerca di far fronte a questa accresciuta domanda ampliando i propri interventi diretti. Ma “non può sostituirsi alle istituzioni pubbliche locali, accollandosene i rispettivi compiti istituzionali”.

Qualcosa di più, invece, potrebbe fare chi è in prima linea, ad esempio le associazioni del volontariato: che svolgono un compito fondamentale ma che “debbono darsi l’obiettivo di misurarsi con una progettazione complessa, riuscendo cioè a costruire in futuro reti di condivisione fra quelle che operano in settori identici o comunque simili e contigui”.

Insomma, la Fondazione ma non vuole sostituirsi alle istituzioni. E chiede a chi bussa a denari, di farlo con in mano un progetto, possibilmente condiviso da più soggetti. Sono concetti su cui il presidente Luca Iozzelli ha sempre insistito negli ultimi anni e che – non a caso – tornano anche in questo “Documento” 2019. —

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