Proteste
Appende uno striscione per diffamare la sua ex
Violenze psicologiche e fisiche, continue telefonate. Ora per l’uomo scatta il divieto di avvicinamento alla sua vittima
QUARRATA
Violenze psicologiche e fisiche, offese pesantissime, continue telefonate minatorie, pedinamenti e ripetuti tentativi di diffamarla pubblicamente, come quando aveva appeso uno striscione in cui l’accusava di far uso di droghe lungo la strada che quotidianamente percorreva per andare al lavoro.
Una persecuzione alla quale hanno messo fine carabinieri e procura, dopo che la donna ha trovato la forza di chiedere loro aiuto. Adesso il 51enne stalker quarratino non si potrà più avvicinare alla ex fidanzata e ai luoghi da lei frequentati. La misura è stata richiesta dal procuratore capo facente funzioni Giuseppe Grieco ed emessa dal gip del tribunale Luca Gaspari.
I comportamenti persecutori subiti dalla donna – anche lei quarratina – erano iniziati quando ancora la relazione, cominciata nel 2015, era in atto, e sono proseguiti anche dopo l’agosto scorso, quando la vittima l’ha definitivamente interrotta. La donna ha denunciato l’ex fidanzato ai carabinieri di Quarrata a metà dello scorso ottobre e i militari hanno raccolto una serie di elementi, supportati anche da varie testimonianze, che sono stati determinanti per la rapida adozione del provvedimento cautelare.
Nella vicenda sono avvenuti vari episodi in cui la violenza psicologica è stata preponderante, con scatti d’ira seguiti da ingiurie ed offese pesantissime, continue telefonate minatorie, pedinamenti e tentativi di diffamare la donna cercando di metterla in difficoltà anche nel suo ambiente di lavoro. Il 51enne ha infatti anche inviato email al suo ufficio accusandola ingiustamente di fare uso di stupefacenti, arrivando a scrivere tali accuse anche su uno striscione, recuperato e consegnato ai carabinieri, che ha esposto lungo la strada di Quarrata. Ma vi sono stati anche episodi di violenza fisica, come nell’agosto scorso, quando l’uomo ha preso a calci l’auto della vittima. O come nel settembre successivo, quando al termine di un incontro nel laboratorio dove l’uomo lavora, aveva afferrato l’ex fidanzata per il collo chiudendole la bocca per impedirle di chiedere aiuto. —
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