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Anche uno striscione sulla strada per diffamare la ex fidanzata

Anche uno striscione sulla strada per diffamare la ex fidanzata

Stalker tormentava da mesi la donna ed in un caso l'ha anche aggredita: ora gli è stato vietato di avvicinarsi ai luoghi frequentati da lei

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QUARRATA. Non si potrà avvicinare ai luoghi frequentati dalla ex fidanzata, che sta tormentando da tempo. La  misura cautelare,  richiesta dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco ed emessa dal Gip Luca Gaspari,  è stata notificata ad un 51enne quarratino, denunciato dalla ex fidanzata 48enne anch’essa residente a Quarrata,  per una nutrita e prolungata serie di atti e comportamenti persecutori cominciati quando ancora la relazione, cominciata nel 2015,  era esistente e proseguiti anche dopo l’agosto scorso, quando la vittima l’ha definitivamente interrotta. La donna ha denunciato l’ex fidanzato ai carabinieri di Quarrata  a metà dello scorso ottobre e i militari hanno raccolto una serie di elementi,  supportati anche da varie testimonianze,  che sono stati determinanti per la rapida adozione del provvedimento.

Nella vicenda sono avvenuti vari episodi dove la violenza psicologica è stata  preponderante,  con scatti d’ira seguiti da ingiurie ed offese pesantissime, continue telefonate minatorie, pedinamenti  e tentativi di diffamare la vittima cercando di metterla in difficoltà anche nel suo ambiente di lavoro. Il 51enne  ha infatti inviato anche e-mail nel luogo di lavoro della donna accusandola ingiustamente di fare uso di stupefacenti, arrivando anche a  scriverlo su uno striscione,  recuperato e consegnato ai carabinieri,  che ha esposto su una strada di Quarrata che la donna percorre quotidianamente per recarsi al lavoro.

Ma vi sono stati anche episodi di violenza fisica come nell’agosto scorso quando l’uomo ha preso a calci  danneggiandola,  l’auto della vittima o come nel settembre scorso, quando,  benchè il rapporto fosse da qualche mese concluso, al termine di  un incontro avvenuto presso il laboratorio artigiano ove l’uomo lavora,  nel corso del quale la donna stava reclamando la restituzione di oggetti di sua proprietà, l’ex fidanzato l’avrebbe afferrata per il collo chiudendole la bocca  per impedirle di chiedere aiuto e l’azione violenta si sarebbe interrotta per l’intervento  del datore di lavoro dell’uomo.

La vicenda ha profondamente  provato la donna che  ha visto sconvolte le sue abitudini di vita tanto da decidersi a denunciare i fatti ai carabinieri. "La procura della repubblica - si legge in una nota del Comando carabinieri - sottolinea l’efficacia della sinergia fra la polizia giudiziaria e gli organi giudiziari e la tempestività nell’adozione della misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, quale primo atto a sua tutela. Il provvedimento può essere seguito da misure cautelari progressivamente più gravi e restrittive, se l’autore del reato non rispettasse i divieti. E’ importante comunque che comportamenti come quello descritto nella vicenda,  siano denunciati alle autorità perché gli strumenti che l’attuale normativa  pone a disposizione degli inquirenti per la tutela delle vittime, sono incisivi ed efficaci".

 

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