Il Tirreno

Pistoia

4 novembre 

Un appello ai pistoiesi per rendere omaggio a chi morì per la patria

VALENTINA VETTORI
Un appello ai pistoiesi per rendere omaggio a chi morì per la patria

Cento anni fa la fine della Grande Guerra. Il prefetto Zarrilli: «La vita che abbiamo oggi arriva dai sacrifici di allora»

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«Una manifestazione per la cittadinanza, che possa vedere in piazza tante famiglie con bambini e ragazzi, a cui spiegare il significato delle celebrazioni del 4 novembre». È questo l’auspicio che il prefetto di Pistoia Emilia Zarrilli, insieme al sindaco Alessandro Tomasi e al comandante del 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo” Massimiliano Mongillo, lancia in occasione della conferenza stampa congiunta per la presentazione delle cerimonie commemorative dei Caduti in guerra, nella Resistenza e in servizio – che si svolgerà domani – e quelle per la Giornata dell’Unità nazionale e della Forze armate, di domenica 4 novembre.

Celebrazioni che quest’anno, in occasione del centenario della fine della Grande Guerra, si arricchiscono di un calendario di eventi, tra cui due mostre alla biblioteca San Giorgio, promosse dal Comune di Pistoia, ma anche la «scopertura dell’epigrafe sulla facciata di Palazzo Sozzifanti, in via Curtatone e Montanara, posta in memoria di sei giovani pistoiesi che persero la vita in una delle battaglie per l’Unità d’Italia» come ricorda il sindaco Tomasi.

«Quella del 4 novembre – spiega Mongillo – è la giornata che celebra l’Unità nazionale e le Forze armate. Ha un alto valore simbolico poiché celebra anche il sacrificio di tutti i caduti, ancor più quest’anno in cui cade il centesimo anniversario della vittoria della Grande guerra da parte dell’Italia».

Le celebrazione del 4 novembre, così come quelle del 2 giugno, gli fa eco il prefetto Zarrilli «ricordano i valori fondanti della nostra Costituzione e devono mostrare la presenza dello Stato nei territori, coinvolgendo le persone. Quest’anno, in occasione del centesimo anniversario della fine della Grande Guerra, le celebrazioni devono assumere un significato ancora maggiore, attraverso la partecipazione della cittadinanza. Ci auguriamo che partecipino le famiglie con i ragazzi, per far capire loro cosa rappresenta questa giornata. Il messaggio che vogliamo lasciare è di pace, solidarietà e serenità che, però, vengono da un mondo lontano dove la guerra, con i suoi morti, ci ha consegnato la vita che abbiamo oggi». —

VALENTINA VETTORI

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