Il Tirreno

Pistoia

la mappa delle scuole 

«La Materna Ciari allo Stato» e sul web esplode la polemica

FABIO CALAMATI

Il Comune ha preparato le richieste di modifica della rete scolastica 2019-2020 Genitori su Facebook: nessuna informazione. Checcucci (FdI): la qualità rimane

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

L’amministrazione comunale ha trasmesso le proprie proposte di modifica della rete scolastica per il 2019-20 alla Conferenza zonale per l’istruzione. Ci sono in tutto 13 modifiche, ma la polemica si è subito accesa su una sola: la trasformazione di tre sezioni della scuola materna comunale “Bruno Ciari” di via dei Cipressi in scuola statale. Una proposta che il Comune aveva già avanzato lo scorso anno e che ripropone anche questa volta. Le ragioni inserite nella delibera fanno riferimento soprattutto alla opportunità che le scuole siano organizzate sempre più in istituti comprensivi, cioè integrati dalla materna alla scuola media di primo grado. Di qui la richiesta di inserire la “Bruno Ciari” in un istituto scolastico statale, che nella fattispecie è stato individuato nel comprensivo Frank- Carradori.

Immediate le proteste di alcuni genitori su Facebook, centrate soprattutto sulla mancanza di informazione e consultazione pre ventiva. Un tema subito ripreso anche da una nota dell’Unione comunale Pd e del gruppo consiliare. “Quel che lascia sbigottiti – si legge – è innanzitutto il metodo: esattamente come lo Scoiattolo di Santomoro qualche mese fa, nessuna comunicazione ai genitori, agli insegnanti, alla città”.

Ma l’accusa, peraltro non nuova, rivolta alla giunta Tomasi è soprattutto un’altra. “L’amministrazione non sta evidentemente facendo una programmazione delle statalizzazioni eventualmente necessarie: tratta le nostre scuole come un patrimonio da svendere per fare cassa”.

Sempre su Facebook, è intervenuta la consigliera comunale di FdI Emanuela Checcucci, a sua volta insegnante di scuola primaria, sottolineando che il progressivo passaggio di scuole dal Comune allo Stato è dettato soprattutto dalla necessità di non ridurre i servizi alle famiglie a fronte di risorse (comunali) minori di quelle del passato.

“Si è trattato – scrive Checcucci – di non far mancare il servizio agli utenti (nessuna scuola materna è stata chiusa) ma contemporaneamente di limitare i costi di un sistema che non reggeva più con le finanze a disposizione. Così negli anni la scuola Bertocci, La scuola Irene (Girandola), San Sebastiano, La Balena… sono passate allo stato”. Oltretutto – aggiunge Checcucci, “non c'è nessuna differenza tra noi insegnanti statali e le colleghe comunali”, per cui i timori di tante famiglie per una possibile riduzione della qualità dell’offerta formativa non sarebbero fondati.

Per quanto riguarda le altre modifiche, arrivano quasi tutte dall’istituto comprensivo Cino da Pistoia. Che chiede la istituzione di 4 prime classi a tempo pieno perché richieste dai genitori (a Cireglio, Pavana, Vadibrana e alla Galilei), la scissione di una pluriclasse in due monoclassi per l’aumento delle iscrizioni (a Cireglio e Pavana), l’attivazione di una sezione 3 anni alla scuola d’infanzia di Campiglio e la temporanea chiusura della scuola d’infanzia e dell’elementare di Treppio per mancanza di iscritti.

L’istituto comprensivo Marconi Frosini richiede invece una classe a tempo pieno alla Civinini Arrighi e il comprensivo Martin Luther King addirittura la trasformazione a tempo pieno di 5 classi di elementare. —

FABIO CALAMATI

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa