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Fabiana, la sarta del Medio Evo ora cerca successori

ALESSANDRA TUCI
Fabiana, la sarta del Medio Evo ora cerca successori

Al via il terzo corso tenuto all’istituto Roncalli-Galilei «Ho iniziato a creare costumi storici sin da ragazzina» 

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PISTOIA

Le sue mani sono piccoli strumenti preziosi che hanno creato abiti storici per oltre mezzo secolo. E ora Fabiana Frosini, storica “costumista” del rione Grifone, ha deciso di tramandare la sua arte affinché il suo mestiere non si perda nel tempo. Proprio questo martedì 2 ottobre il suo laboratorio “Il sapere nelle mani” aprirà di nuovo le porte a chiunque voglia imparare il mestiere sartoriale nei locali dell’istituto comprensivo Roncalli-Galilei, concessi dall’assessorato alla Cultura del Comune di Pistoia.

Il corso si terrà ogni martedì e giovedì dalle 15 alle 18 (per info 3332103467).

«Non voglio che tutto ciò che ho imparato rimanga solo a me, voglio trasmettere questa passione a qualcuno, possibilmente un giovane che voglia apprendere un mestiere bello e unico», spiega Fabiana.

Al corso sartoriale che ormai tiene da tre anni gli apprendisti sono infatti quasi tutte persone non giovanissime, mentre lei vorrebbe tanto trasmettere questa passione a un ragazzo. O una ragazza. L’idea è infatti quella di realizzare una sorta di “bottega” del costume, un laboratorio che crei una piccola fabbrica di abiti, busti, cappelli per le sfilate storiche e magari anche per il teatro.

«Ho iniziato a creare costumi storici da ragazzina, mio padre era pittore e appassionato della Giostra dell’Orso – racconta Fabiana – una passione che ha trasmesso anche a me. E dato che a Pistoia abbiamo le feste jacopee, ho iniziato a fare dei disegni, frequentare corsi e creare i vestiti che da anni indossano nei cortei» .

Un lavoro minuzioso che richiede tempo, dedizione e anche studio: in un anno si creano circa tre abiti, in panno, seta, broccato e anche velluto. Ogni vestito deve essere sempre bagnato o svaporizzato e poi intelato. «Le maniche sono fatte a parte e aggiunte dopo: nel Medioevo venivano cambiate, o perché si sporcavano o perché si usuravano – spiega Fabiana, che conosce molto bene la storia medievale – da lì è nato il proverbio: “questo è un altro paio di maniche”» .

ALESSANDRA TUCI

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