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vivaio sequestrato 

Indagine su Bruschi e Tesi La Cia: si faccia piena luce

TIZIANA GORI

Nota a firma del procuratore: Bruschi e in concorso Tesi indagati per frode fiscale truffa aggravata e bancarotta fraudolenta

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Il soprassuolo coltivato a vivaio sequestrato dalla Finanza mercoledì mattina è di 92 ettari. Novantadue ettari di terreno con piante ornamentali di varia età, specie, altezza e pregio. E macchinari e attrezzature agricole che la Giorgio Tesi Group non potrà utilizzare fino al termine degli accertamenti.

A seguito della denuncia di alcuni creditori la procura ha delegato la sezione di polizia giudiziaria della Finanza a indagare sull’accordo firmato nel 2016 tra le due aziende vivaistiche. In una nota a firma del procuratore Paolo Canessa si legge che “le indagini, tuttora in corso, facevano emergere condotte fraudolente commesse in danno dei creditori della Vivai Sandro Bruschi e dell’erario, verso cui l’impresa risulta debitrice per diverse centinaia di migliaia di euro. Al momento i reati ipotizzati sono quelli di truffa aggravata, bancarotta fraudolenta e frode fiscale”.

Com’era immaginabile, la notizia del sequestro del vivaio e l’indagine per bancarotta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte aperta nei confronti di Sandro Bruschi e Fabrizio Tesi (in concorso) hanno scosso il comparto del verde. Che il giorno dopo non ha molta voglia di parlare, a microfoni aperti. Nelle stanze delle associazioni, nei paesi della Piana vocati da sempre al vivaismo invece si parla, eccome. «Quell’accordo – commenta Sandro Orlandini, presidente provinciale Cia – ha catalizzato l’attenzione del settore negli ultimi due anni. Da subito ci siamo affiancati ai produttori in maniera convinta. C’errano degli aspetti a nostro avviso da chiarire. Quindi ben venga il lavoro della magistratura, in cui abbiamo piena fiducia. Ci auguriamo che riesca a far luce su una situazione che ci preoccupa molto. Sono una quarantina i nostri associati che vantano crediti verso Bruschi. Se è stato fatto qualcosa di sbagliato che emerga, comunque quello che è importante è che il settore ritrovi serenità».

La Cgil interviene invece in relazione all’accoglimento dell’istanza di fallimento del vivaio Bruschi da parte della Corte d’Appello. Francesco Baccanelli, segretario provinciale Flai Cgil, esprime tutta la propria preoccupazione per le sorti dei lavoratori ex Bruschi. «La decisione assunta dalla Corte – sostiene – conferma quanto da noi sostenuto circa la possibile fallibilità delle imprese vivaistiche. Confidiamo di avere al più presto un interlocutore con cui affrontare il tema della continuità occupazionale dei trenta lavoratori coinvolti, che hanno bisogno di certezze sul futuro. Ricordo che nel 2016 il sindacato, in adempimento alle norme di legge, firmò un accordo a tutela della continuità occupazionale e dei crediti privilegiati dei lavoratori interessati. Accordo che consentì di riassorbile tutto il personale e saldare gli arretrati ai dipendenti ex Bruschi». –

TIZIANA GORI

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