Gioco
Entro fine anno la sentenza sul caso De Witt
Ascoltati a Firenze altri testi tra cui un’inquilina dello stabile in cui vivevano i coniugi «Litigavano spesso, una sera ho sentito un tonfo»
FIRENZE
Altro giorno di testimonianze ieri in Corte d'Assise a Firenze nella terza udienza del processo contro Bogdana Marinova Vesselinova. La 50enne bulgara è accusata di aver provocato a forza di continui maltrattamenti la morte del marito, l’ex vigile del fuoco Antonio De Witt, trovato senza vita all’alba del 5 febbraio scorso sul pavimento della squallida cameretta in cui era costretto a dormire. Secondo il pm Giuseppe Grieco la Marinova aveva sottoposto il marito a “sofferenze fisiche e morali in modo continuativo e abituale, attraverso una pluralità di condotte, tanto da cagionarne la morte nella tarda serata del 4 febbraio 2017”.
Interrogati dal sostituto procuratore Grieco per l'accusa e dall'avvocata Benedetta Berardinelli per la difesa, i teste ieri mattina hanno raccontato la loro versione dei fatti. Tra questi: la coinquilina di Eleonora Gabrielli, residente nell'appartamento sotto quello di De Witt. Erano circa le 21,30 del 4 febbraio in via Ferrucci quando sente un tonfo proveniente dall'appartamento di Witt. Il commento è: “A questo giro l'ha seccato”. E la coinquilina di Gabrielli preferisce non chiamare le forze dell'ordine. Aveva già riferito all'amministratore di condominio delle liti quotidiane tra De Witt e Vesselinova.
Intanto Bogdana Marinova Vesselinova rimane in carcere a Sollicciano. Dopo la morte del marito era agli arresti domiciliari, ma il 5 luglio la Corte d'Assise ne ha disposto il trasferimento in carcere per aver minacciato i vicini di casa nei giardini di piazza della Resistenza. Prossime udienze: 11 ottobre, 23 ottobre, 15 novembre e 22 novembre. Il processo arriva a sentenza entro fine anno. —
SAMUELE BARTOLINI
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