Sicurezza
Giallo finanziamenti, Belliti difende la vecchia amministrazione: "Rispondemmo a Paci, i soldi della fondazione vanno recuperati"
Pistoia, per l’ex vicesindaco il Comune fornì subito le notizie richieste sui soldi non spesi per la scuola La Girandola e Palazzo Fabroni
PISTOIA. L’amministrazione Bertinelli non è stata assolutamente silenziosa di fronte alla richiesta di informazioni della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia sui finanziamenti (450.000 euro) per Palazzo Fabroni e per la scuola d’infanzia La Girandola. La risposta alla prima lettera firmata dall’allora presidente Ivano Paci del 21 novembre 2014 c’è, è stata spedita il 30 dicembre e riportava diffusamente le informazioni richieste. A sostenerlo, l’ex vicesindaco Daniela Belliti, Pd, che interviene per la seconda volta sulla vicenda del mancato finanziamento delle due opere pubbliche, denunciato lunedì dal sindaco Alessandro Tomasi, che aveva accusato la precedente amministrazione di aver perso i finanziamenti ed aver nascosto alla città la circostanza.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.17285677:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2018/09/25/news/tomasi-punta-il-dito-contro-bertinelli-persi-450mila-euro-della-fondazione-1.17285677]]
La Fondazione – secondo la ricostruzione presentata dal sindaco di centrodestra – ha ritirato i finanziamenti al Comune perché alla richiesta di chiarimenti (con due lettere, di novembre 2014 e gennaio 2015) nessuno aveva risposto. Il ritiro dei fondi sarebbe a quel punto scattato automaticamente.
Del tutto diversa la ricostruzione di Belliti: la risposta c’era stata, e nei tempi giusti. La seconda lettera della Fondazione, il 23 gennaio 2015, “si fondava pertanto, all’evidenza, sull’erroneo presupposto di una mancata risposta alla prima, che aveva invece avuto puntuale riscontro il 30 dicembre. La seconda lettera della Fondazione non costituisce quindi e neppure può essere intesa come comunicazione di revoca del contributo, in primo luogo perché superata dalla risposta data il mese prima dal Comune; in secondo luogo perché nel bilancio 2015 della stessa Fondazione le risorse erano state confermate”. Di conseguenza gli uffici comunali hanno sempre considerato esistenti quei fondi, compreso “il dirigente del servizio finanziario che ha confermato le risorse a bilancio nel 2015 e negli esercizi successivi fino al 2018 (cioè il primo bilancio interamente gestito dalla giunta Tomasi, ndr)”.
“La decisione, quindi, di stralciare le risorse in sede di bilancio consuntivo nel dicembre 2016 – continua Belliti – può essere stata presa dalla Fondazione, che aveva nel frattempo rinnovato gli organi, solo come mera operazione contabile, senza alcuna ulteriore verifica; producendosi così un ingiustificato disallineamento tra il lavoro dell’amministrazione comunale, che continuava legittimamente a fare affidamento su quelle risorse, e il comportamento unilaterale della Fondazione”. Secondo Belliti l’operazione contabile (oltretutto mai comunicata) non può essere considerata una revoca, “soprattutto perché mancante della formale deliberazione, preventiva e motivata, del consiglio d’amministrazione”.
A questo punto l’unica strada è, per Belliti, la conferma dello stanziamento. “Occorre pertanto che il Comune faccia ciò che non ha fatto fin qui: richiedere, come può e deve (pena, in questo caso davvero, incorrere in un danno erariale) la conferma delle somme attribuitegli, per due opere di indubbia utilità per l’intera comunità pistoiese”. E il sindaco “anziché imbastire infondate e pretestuose polemiche” dovrebbe risolvere la situazione. Non solo: “riguardo le affermazioni menzognere e calunniose, da chiunque fatte, a partire dal sindaco, se non adeguatamente ritrattate, dovranno essere discusse dagli avvocati nelle sedi appropriate”. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
