Il Tirreno

Pistoia

materna di montale 

«Aspettammo il preside davanti alla scuola per dirgli della maestra»

Tommaso Artioli

I racconti di alcuni genitori dei bambini che sarebbero stati maltrattati dalla Serrani: ci disse che era burbera

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MONTALE

Hanno cercato in più occasioni, negli ultimi anni, di affrontare col preside le questioni che via via emergevano. Ma era difficile ottenere un appuntamento e, quando sono riusciti a parlarci, il dirigente scolastico non si è mostrato allarmato.

È quanto emerge dai racconti dei genitori di alcuni bambini che negli anni scorsi hanno frequentato la scuola statale dell’Infanzia di Montale e, in particolare, le classi affidate all’educatrice Elena Serrani, che da giovedì 13 settembre è agli arresti domiciliari per presunti maltrattamenti ad alcuni piccoli alunni negli anni scolastici 2016-2017 e 2017-2018.

Un gruppo di genitori che parlano anche a nome di altri e di cui non riveliamo l’identità per non rendere individuabili i figli. Famiglie che adesso hanno deciso di rendere pubblico quello che hanno vissuto di persona, prima che, in seguito all’esposto presentato dalla madre di uno dei piccoli alunni della materna, prendesse il via l’indagine scattata a febbraio di quest’anno che ha portato due settimane fa agli arresti domiciliari per la maestra. «Dopo un po’che cercavamo di incontrare il preside Mauro Guarducci senza riuscirci – spiega un genitore – nel marzo 2017 alcuni di noi si misero di fronte all’istituto ad aspettarlo. Quella volta ci parlammo e gli fu detto che alcuni bambini non volevano più andare a scuola e che riferivano di episodi spiacevoli legati al comportamento della maestra Elena».

«Il preside – ricorda il genitore– rispose che quella era un’ottima insegnante e che aveva anni di esperienza alle spalle, osservando solamente che aveva dei modi burberi». I genitori raccontano, inoltre, che negli anni sono state numerose le richieste da parte delle famiglie di spostare i bambini dalle classi dell’educatrice oggi agli arresti domiciliari. Qualche spostamento è stato effettivamente accordato, mentre in alcuni periodi era praticamente impossibile ottenere il trasferimento di un bimbo a un’altra classe. Ci sono stati momenti, inoltre, in cui a scuola era stato deciso che le porte delle aule durante le lezioni sarebbero dovute rimanere aperte. Ma questa linea dopo qualche giorno veniva abbandonata e le porte tornavano ad essere chiuse.

In generale, sottolineano i genitori sentiti, le esperienze vissute da diverse famiglie che hanno avuto i figli in quella classe sono caratterizzate sempre dagli stessi elementi ricorrenti. A seguito delle dichiarazioni rilasciate al Tirreno dai genitori, abbiamo dato modo di intervenire anche alla direzione dell’istituto, chiamata in causa nel racconto delle famiglie. Contattato al telefono, il vicepreside Luca Degl’Innocenti ha preferito astenersi da qualsiasi intervento. «In questa fase – ha fatto sapere anche a nome del preside Mauro Guarducci – non ci esprimiamo». –



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