Gioco
Salvi 42 lavoratori ma esplose la rabbia dei piccoli fornitori
pistoiaUno tsunami per il vivaismo pistoiese. L’accordo Bruschi – Tesi ha cambiato le carte in tavola in un settore fino a quel momento abituato a “giocare” in maniera diversa. Salutato in maniera...
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Uno tsunami per il vivaismo pistoiese. L’accordo Bruschi – Tesi ha cambiato le carte in tavola in un settore fino a quel momento abituato a “giocare” in maniera diversa.
Salutato in maniera positivo dalla Cgil, che poneva l’accento sul salvataggio dei 42 posti di lavoro dei dipendenti di Bruschi, in pochi giorni ha provocato la discesa in campo, su fronti contrapposti, delle associazioni di categoria e la nascita del Comitato creditori “Sandro Bruschi”, con Paolo Chiti, Lisa Trinci e Francesco Vignali a fare da referenti.
I creditori denunciavano l’impossibilità di rivalersi su Bruschi, se non in maniera residuale, in seguito all’accordo. Si tratta di un centinaio di piccole e medie aziende del settore che vantano crediti per 9, 5 milioni di euro. Di circa 15 milioni il debito di Bruschi verso le banche. Sono state avviate richieste di fallimento e di pignoramento, mentre Bruschi avanzava l’ipotesi di ricorrere alla composizione della crisi da sovraindebitamento. Lo scorso anno il tribunale di Pistoia ha dichiarato l’azienda Bruschi a prevalente attività agricola, con un 23, 9% di parte commerciale, e quindi non fallibile. Giudizio ribaltato dalla Corte d’Appello di Firenze pochi giorni fa, con il Tribunale chiamato ora a dichiarare il fallimento e nominare un curatore.
A febbraio di quest’anno è stata poi depositata in procura una denuncia penale, che ha dato il via alle indagini della Finanza. –
T. G.
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