Il Tirreno

Pistoia

indagine della procura 

Le Fiamme gialle sequestrano il vivaio “Sandro Bruschi”

Tiziana Gori
La sede del vivaio ex Bruschi (foto Gori)
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La sede del vivaio ex Bruschi (foto Gori)

I reati contestati all’imprenditore agricolo (e in concorso a Tesi) sono quelli di sottrazione di beni al pagamento delle imposte e bancarotta fraudolenta

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PISTOIA. I residenti della Piana hanno visto l’elicottero compiere vari giri in volo dalle prime ore del mattino. La Finanza ha scattato foto e video su tutto il vivaio Bruschi. Una panoramica completa del soprassuolo e dei terreni passati nell’ottobre del 2016 con contratto di affitto di ramo d’azienda alla Giorgio Tesi Group.

Nelle stesse ore i finanzieri perquisivano gli uffici e le case dei due imprenditori. I reati contestati a Sandro Bruschi, e in concorso, alla Tesi Group di Fabrizio Tesi, sono quelli definiti dall’articolo 11 della legge 74/2000 (sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte) e dall’articolo 216 del Regio decreto 267/1942 (Legge fallimentare, bancarotta fraudolenta).

Le indagini, su disposizione del sostituto procuratore Linda Gambassi, sono state condotte dalla sezione di Polizia giudiziaria della Guardia di finanza, che ieri mattina ha posto sotto sequestro tutto il soprassuolo della “Sandro Bruschi vivai”. In pratica, piante e macchinari agricoli ricompresi nel contratto d’affitto di due anni fa.

Nell’ottobre 2016 Bruschi stipulò tre contratti d’affitto (per gli appezzamenti di terreno in Toscana e a Padova e per la Pineta Srl) e tre contratti estimatori sul soprassuolo, che indicano in 1, 8 milioni di euro il valore delle piante. A seguito della denuncia penale di un creditore, nel febbraio di quest’anno, secondo cui questa stima sarebbe troppo bassa, si è mossa anche la procura. Erano già in corso richieste di pignoramento e alcuni creditori si erano mossi sul versante del fallimento. Mentre il tribunale di Pistoia, nel 2017, ha rigettato l’istanza di fallimento la Corte d’Appello di Firenze l’ha accolta. A giorni dovrà essere ratificata dal tribunale pistoiese, che provvederà anche alla nomina di un curatore.

Le indagini della procura ipotizzano i reati di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento d’imposte. In pratica Bruschi avrebbe alienato i propri beni per sottrarsi al fisco. E secondo la procura il valore delle piante indicato nel contratto estimatorio sarebbe più basso di quello reale. La sezione di polizia giudiziaria della Finanza, su delega dell’autorità giudiziaria, è intervenuta ponendo sotto sequestro l’azienda Bruschi I rilievi fotografici dall’alto e i video servono a “focalizzare” la situazione attuale.

Molte piante sono state nel frattempo vendute. Il lavoro della pg, ancora nella fase embrionale, è ponderoso. Darà una mano l’agronomo incaricato della perizia sui contratti e sulle piante ornamentali presenti, e la contabilità che produrrà Tesi, chiamato a rispondere dei reati in concorso.

Non è comunque sotto sequestro la Giorgio Tesi Group o la sua attività. È stata fermata l’attività della ex Bruschi. Non si potranno vendere le piante presenti su quei terreni. Dai legali di Tesi, Andrea Niccolai e Andrea Mitresi, è stata inoltrata alla procura richiesta di poter concimare e annaffiare le piante, condizione imprescindibile per poter garantirne la sopravvivenza. Per il resto Tesi si dichiara estraneo ai reati contestati e in grado di produrre adeguata documentazione difensiva. –


 

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