Toscana
Sos dalle genti di Limentra «Siamo stati dimenticati»
Ad Acqua residenti senza telefono per un anno. Manutenzioni mai fatte sui ponti e “crateri” sulla Riola: petizione con 800 firme inviata a sindaci e Provincia
PISTOIA
Oltre 800 firme raccolte per chiedere ciò che spetta loro di diritto: interventi su strade e ponti, reti telefoniche, viabilità e sicurezza. Sono gli abitanti di Monachino, L’Acqua, Lentula, Torri, Treppio e Fossato che, creando un coordinamento tra le varie Pro loco e associazioni locali, hanno deciso di riunire le loro singole voci in un coro unanime.
Per troppo tempo quei graziosi paesi in cui vivono sono stati abbandonati a se stessi. “La valle dimenticata” si sono autodenominati e in questi giorni hanno inviato una lunga lettera ai sindaci dei comuni di Sambuca Pistoiese e Cantagallo (di cui fanno parte), ai presidenti delle province di Pistoia e Prato, ai parlamentari pistoiesi e ai prefetti per chiedere interventi immediati. «Siamo stufi di questa situazione –spiega Mariella Margelli de L’Acqua– la Pistoia Riola (la Sp 24) è una strada importante, lunga 35 chilometri e percorsa da tanta gente, soprattutto in estate: le buche sono dei crateri, ci sono continue frane e cedimenti, manca completamente la segnaletica orizzontale e quando c’è la nebbia, cosa molto frequente in qualsiasi periodo dell’anno, diventa davvero pericolosa. Nonostante varie e continue sollecitazioni a comuni e province nessuno ha mai risposto né è intervenuto».
Altro problema quello delle linee telefoniche: molti cavi sono a terra, gli alberi e la vegetazione ci crescono sopra e la gente rimane senza telefono per mesi. Ad Acqua, continua Margelli, nella parte del Comune di Sambuca Pistoiese, la linea telefonica manca da un anno; nella parte di Cantagallo è stata ripristinata adesso dopo 9 mesi di assenza. Il problema è anche questa doppia natura de L’Acqua: essendo su due Comuni, le amministrazioni si scaricano la patata bollente a vicenda. «Ci vivono poche persone, tutte molto anziane e completamente isolate dal resto del mondo, dato che l’utenza mobile non sempre funziona». Altro problema quello dei ponti: ad esempio quello che da Lentula conduce a Fossato, realizzato negli anni ’50, crocevia di pendolari che si recano a lavoro. «La manutenzione non è mai stata fatta –spiega Franco Matteoni di Treppio– sono crollate le spallette e lo hanno transennato da due anni. Oppure il ponte sulla Pistoia-Riola: l’erba attecchisce e questo vuol dire che il degrado è talmente avanzato che il calcestruzzo si sta deteriorando. Se dovessero chiuderlo non so la gente come farebbe ad andare a lavoro. Ci sentiamo presi in giro, perché i proventi ci sono, noi paghiamo le tasse come tutti».
Stessa sorte per il ponte di Acqua, in pietra, chiuso e transennato da diversi anni, e che conduce ad una borgata di 12 case, abitate da soli anziani. «Gli interventi chiesti in tutti questi anni? Pochissimi e a disastri ormai avvenuti –gli fa eco Nada Battistini del Monachino– per non parlare dei boschi lasciati a se stessi da quando il Corpo forestale non esiste più».
Altro problema quello della sicurezza: questi paesi abbandonati spesso e purtroppo sono bersaglio di ladruncoli che aprono macchine e case, soprattutto in estate. Siamo talmente pochi, ironizzano i residenti, che anche il peso elettorale è scarso. «Ora firme e lettera sono state mandate per mail, ma a breve le consegneremo a mano ai sindaci non potranno certo dire di non averle ricevute». –
ALESSANDRA TUCI
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