Il Tirreno

Pistoia

la valle tra sambuca e cantagallo 

Sos dalle genti di Limentra «Siamo stati dimenticati»

ALESSANDRA TUCI
Sos dalle genti di Limentra «Siamo stati dimenticati»

Ad Acqua residenti senza telefono per un anno. Manutenzioni mai fatte sui ponti e “crateri” sulla Riola: petizione con 800 firme inviata a sindaci e Provincia 

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PISTOIA

Oltre 800 firme raccolte per chiedere ciò che spetta loro di diritto: interventi su strade e ponti, reti telefoniche, viabilità e sicurezza. Sono gli abitanti di Monachino, L’Acqua, Lentula, Torri, Treppio e Fossato che, creando un coordinamento tra le varie Pro loco e associazioni locali, hanno deciso di riunire le loro singole voci in un coro unanime.

Per troppo tempo quei graziosi paesi in cui vivono sono stati abbandonati a se stessi. “La valle dimenticata” si sono autodenominati e in questi giorni hanno inviato una lunga lettera ai sindaci dei comuni di Sambuca Pistoiese e Cantagallo (di cui fanno parte), ai presidenti delle province di Pistoia e Prato, ai parlamentari pistoiesi e ai prefetti per chiedere interventi immediati. «Siamo stufi di questa situazione –spiega Mariella Margelli de L’Acqua– la Pistoia Riola (la Sp 24) è una strada importante, lunga 35 chilometri e percorsa da tanta gente, soprattutto in estate: le buche sono dei crateri, ci sono continue frane e cedimenti, manca completamente la segnaletica orizzontale e quando c’è la nebbia, cosa molto frequente in qualsiasi periodo dell’anno, diventa davvero pericolosa. Nonostante varie e continue sollecitazioni a comuni e province nessuno ha mai risposto né è intervenuto».

Altro problema quello delle linee telefoniche: molti cavi sono a terra, gli alberi e la vegetazione ci crescono sopra e la gente rimane senza telefono per mesi. Ad Acqua, continua Margelli, nella parte del Comune di Sambuca Pistoiese, la linea telefonica manca da un anno; nella parte di Cantagallo è stata ripristinata adesso dopo 9 mesi di assenza. Il problema è anche questa doppia natura de L’Acqua: essendo su due Comuni, le amministrazioni si scaricano la patata bollente a vicenda. «Ci vivono poche persone, tutte molto anziane e completamente isolate dal resto del mondo, dato che l’utenza mobile non sempre funziona». Altro problema quello dei ponti: ad esempio quello che da Lentula conduce a Fossato, realizzato negli anni ’50, crocevia di pendolari che si recano a lavoro. «La manutenzione non è mai stata fatta –spiega Franco Matteoni di Treppio– sono crollate le spallette e lo hanno transennato da due anni. Oppure il ponte sulla Pistoia-Riola: l’erba attecchisce e questo vuol dire che il degrado è talmente avanzato che il calcestruzzo si sta deteriorando. Se dovessero chiuderlo non so la gente come farebbe ad andare a lavoro. Ci sentiamo presi in giro, perché i proventi ci sono, noi paghiamo le tasse come tutti».

Stessa sorte per il ponte di Acqua, in pietra, chiuso e transennato da diversi anni, e che conduce ad una borgata di 12 case, abitate da soli anziani. «Gli interventi chiesti in tutti questi anni? Pochissimi e a disastri ormai avvenuti –gli fa eco Nada Battistini del Monachino– per non parlare dei boschi lasciati a se stessi da quando il Corpo forestale non esiste più».

Altro problema quello della sicurezza: questi paesi abbandonati spesso e purtroppo sono bersaglio di ladruncoli che aprono macchine e case, soprattutto in estate. Siamo talmente pochi, ironizzano i residenti, che anche il peso elettorale è scarso. «Ora firme e lettera sono state mandate per mail, ma a breve le consegneremo a mano ai sindaci non potranno certo dire di non averle ricevute». –

ALESSANDRA TUCI

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