Gioco
Omaggio a Fathy l’egiziana in cella per aiutare i Regeni
Sul palo del teatro Manzoni ieri c’era una sedia vuota. L’avrebbe dovuta occupare Amal Fathy, moglie di Mohammed Lofty, l’attivista per i diritti umani che ha aiutato e fornito assistenza legale alla...
Sul palo del teatro Manzoni ieri c’era una sedia vuota. L’avrebbe dovuta occupare Amal Fathy, moglie di Mohammed Lofty, l’attivista per i diritti umani che ha aiutato e fornito assistenza legale alla famiglia Regeni nella ricerca della verità sulla tortura e l’uccisione di Giulio. La donna non è potuta essere a Pistoia perché è stata arrestata a maggio con l’accusa di terrorismo.
«Un’accusa nata per l’impegno suo e del marito nella ricerca della verità: difendere i diritti umani in Egitto significa essere eroi», ha spiegato l’avvocato Ballerini che ha letto una lettera inviatale dalla donna. Una missiva che lancia un appello: «Aiutatemi ho bisogno di essere libera». —
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