Gioco
Al Comprensivo Bonaccorso mancano 50 insegnanti su 170
Il dirigente scolastico Luca Gaggioli scrive alle famiglie: costretti a prolungare gli orari ridotti anche la prossima settimana. Non è tutelato il diritto all’istruzione
QUARRATA
La prima campanella dell’anno è già suonata, ma all’Istituto Bonaccorso da Montemagno di Quarrata mancano ancora 50 insegnati. Una situazione insostenibile quanto assurda per il preside Luca Gaggioli, che ha pubblicato sul sito dell’Istituto comprensivo statale una lettera indirizzata al personale e alle famiglie, chiarendo i motivi che hanno portato al prolungamento dell’orario ridotto per materne, elementari e medie.
«La decisione di prolungare per un’altra settimana l’orario ridotto in tutte le scuole – scrive Gaggioli – merita qualche parola di spiegazione. Per un dirigente scolastico, il cui compito è quello di cercare di garantire le condizioni ottimali per il benessere e gli apprendimenti degli allievi che gli vengono affidati, si tratta di una delle scelte più dolorose; per me, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto sottratto alla scuola è causa di malessere perché sono convinto che una buona scuola sia la miglior garanzia per il futuro dei nostri bambini e ragazzi». «Eppure – prosegue – anche quest’anno, più degli scorsi anni, siamo di fronte a un problema sinceramente inspiegabile. Sappiamo che la scuola inizia il 17 settembre. Dal mese di febbraio, quando si concludono le iscrizioni, sappiamo di quanti docenti abbiamo bisogno. Come facciamo a trovarci impreparati 7 mesi dopo? Quali norme, quali cavilli burocratici, quali persone, quali dirigenti, quali ministri fanno sì, con le loro scelte oppure con la loro inerzia, oppure ancora con una colpevole accidia, che si arrivi ad oggi, 20 settembre, con un vuoto di 50 insegnanti soltanto nell’Istituto Bonaccorso da Montemagno? Ebbene sì, sono ancora da nominare 50 insegnanti su un totale di circa 170, cioè circa il 30%. Questo è il motivo per cui siamo costretti a ridurre l’orario delle lezioni. Ma qual è il motivo che impedisce di nominare questi insegnanti che attendono di cominciare a lavorare? È evidente che c’è qualcosa che non funziona. Ma dove? E perché? Chi ha deciso di riaprire le graduatorie per permettere di integrarle fino al 10 settembre? Chi ha fatto questo non poteva non conoscere le conseguenze».
Sono 1. 500, chiarisce il preside, le famiglie costrette a subire questi disagi e che, dunque, si rivolgono alla scuola chiedendo spiegazioni. «Scusate questo sfogo – scrive ancora Gaggioli – ma ne abbiamo bisogno per combattere il senso di impotenza, la frustrazione vissuta ogni giorno davanti a questa svalutazione della scuola, senza poter fare niente. Perché le norme non tutelano, prima di tutto, il diritto all’istruzione? Perché danno l’impressione di tutelare solo presunti diritti dei lavoratori, e oltre tutto, per tutelarne alcuni danneggiare molti altri? Qual è lo scopo? Qualcuno sostiene che venga fatto per risparmiare due settimane di stipendi posticipando i contratti a questi insegnanti ancora da nominare. Non penso ci sia un disegno di questo tipo. Forse c’è soltanto sciatteria. Oppure ci si abitua a tutto e quindi ormai non si prende neppure più in considerazione la possibilità di cominciare davvero la scuola il primo giorno del calendario. Oppure chi gestisce questa cosa non sa valutare il peso degli interessi in gioco e sceglie di penalizzare i più deboli, di colpire dove è più facile». «Faremo tutto il possibile – conclude – perché sia un bell’anno scolastico, ricco di nuovi apprendimenti e di relazioni significative». L’orario ridotto sarà dunque prolungato per tutta la prossima settimana, al termine della quale, almeno per quanto riguarda le medie (dove al momento mancano un ventina di docenti), la situazione dovrebbe normalizzarsi. —
TOMMASO ARTIOLI
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