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«Vivai, sospensione per un anno dei mutui delle piccole aziende»

Tiziana Gori
«Vivai, sospensione per un anno dei mutui delle piccole aziende»

Appello del Comitato creditori Bruschi al presidente del Distretto: faccia da tramite con gli istituti di credito 

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PISTOIA. Il Distretto faccia da interlocutore tra il mondo delle aziende vivaistiche e gli istituti di credito. Le piccole e medie imprese lanciano l’Sos: «La crisi non è finita, tutt’altro. Non si prospetta ricambio generazionale – commenta Paolo Chiti, referente del Comitato creditori Bruschi – e combattiamo ogni giorno con problemi gestionali e burocratici che frenano le attività».

Una moratoria dei finanziamenti, con la sospensione delle rate dei mutui contratti per mandare avanti l’azienda. È questo che il Comitato si augura per le piccole e medie imprese vivaistiche, centinaia nel Pistoiese rimaste coinvolte nel crac Tesi. «Per un anno, per darci respiro. E non solo a quelle coinvolte nell’accordo Bruschi – Tesi. Il Distretto e il suo presidente, Francesco Mati, sono gli unici che possono tentare un’intermediazione con il mondo bancario».

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«Parliamo di cosa fare per far ripartire il settore economico più importante della provincia - prosegue Chiti - Ma muoviamoci, e senza divisioni». Da qui la seconda proposta: l’istituzione di un tavolo di lavoro con il sindaco Tomasi e l’assessore al vivaismo Risaliti, i senatori e i deputati pistoiesi (La Pietra è in commissione agricoltura, ndr), le grandi aziende vivaistiche ma anche i referenti delle piccole e medie imprese. «Abbiamo bisogno di confrontarci con tutti – afferma Chiti – sul rilancio del settore ed il futuro del Cespevi. Secondo noi potrebbe diventare un vero centro di ricerca dei prodotti da usare in ambito florovivaistico, sulle malattie che colpiscono le piante ornamentali e su come sconfiggerle. Potrebbe essere di nuovo valutata la possibilità di fare un arboreto nei venti ettari di terreno che danno sulla tangenziale. E un museo del vivaismo, in grado di attirare turisti e scolaresche». L’appello del Comitato creditori Bruschi non si limita però al solo Distretto.

È una richiesta di confronto con gli operatori del settore, coi “piantaioli”, con la base produttiva, da sempre disabituata al dialogo. «E anzi, divisa e litigiosa. Alziamo la testa, per non ritrovarci morti come altri distretti. Sono pochi i giovani che hanno voglia di fare questo mestiere. Tra crisi e difficoltà a ottenere finanziamenti per iniziare, il numero di aziende è destinato a scendere».
 

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