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Vannuccini: «Rispetto la scelta del sindaco ma non era la mia»

T.B.

L’ex assessore ha scritto una lettera per chiarire che lui non ha dato le dimissioni bensì è stato il primo cittadino a decidere di licenziarlo

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AGLIANA

«Non ho dato le dimissioni. Il sindaco ha ritenuto, come prevedono le sue prerogative, dunque legittimamente, di revocarmi la totalità delle deleghe in quanto ritiene che io non sia più nelle condizioni di proseguire pienamente nel mio impegno amministrativo dato che lavoro». Inizia così il lungo e articolato intervento (pubblicato su Facebook nella serata di mercoledì) con cui l’ex assessore a Cultura, Sport, Servizi informatici e Progetti europei del comune di Agliana, Massimo Vannuccini, ha chiarito la propria posizione a una decina di giorni dalla notizia della revoca dell’incarico in giunta decisa dal sindaco Giacomo Mangoni. «Scelta – chiarisce Vannuccini – che ho appreso con rammarico ma che rispetto».

«Ho iniziato a lavorare circa un anno fa – spiega l’ex assessore - dopo più o meno 3 anni e mezzo di mandato in cui ho ricoperto l'incarico di assessore pressoché sempre a tempo pieno. La scelta di iniziare a lavorare l'ho condivisa con il sindaco e la giunta, concordando modi e tempi del mio impegno. Nelle ultime settimane questa valutazione del sindaco è cambiata, ritenendo di aver necessità di persone che possano ricoprire l'incarico con disponibilità oraria pressoché totale. È una scelta che ho appreso con rammarico ma che rispetto».

«In questi anni - prosegue - ho cercato di svolgere il mio incarico con impegno, sempre orientato agli interessi di Agliana e degli aglianesi; anche quando ho iniziato a lavorare, lavoro per pagarmi l'affitto, per stare con la persona che amo, per costruirmi un futuro normale, ho cercato di non perdere il polso delle questioni, dei principali problemi, del rapporto con le persone. Qualcosa mi è sicuramente sfuggita: se l'ho fatto mi spiace. Ricoprire un incarico pubblico al servizio della comunità in cui sono cresciuto è stato per me più un onore che un onere e mi ha dato più di quanto sono riuscito a dare io nel cercare di assolvere ai miei compiti. Ogni pacca sulla spalla, critica costruttiva, incoraggiamento e apprezzamento sono state le piccole cose che mi hanno fatto crescere nel mio ruolo in questi anni, avendo cominciato quando ancora avevo la testa soltanto sui libri dell'Università. Grazie, dunque, a tutti quelli che mi hanno aiutato in questo cammino: dal sindaco per la fiducia, dai colleghi di giunta, più di una squadra quasi una famiglia con cui permangono ottimi rapporti, ai consiglieri comunali, ai dipendenti del Comune, a tutti gli interlocutori di associazioni e società con cui ho avuto a che fare. Nonostante questa esperienza sia finita resto profondamente legato al mio paese e al lavoro dell’amministrazione restando a disposizione per chi lo vorrà, sperando di poter dare ancora una mano». —T.B.

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