Gioco
Palomar ricomincia da cultura e comunità con un festival itinerante
PISTOIAA Pistoia, come nel resto d’Italia, c’è una “comunità da ricostruire” attorno ai valori della solidarietà e della collaborazione. Un cammino che in realtà è già avviato, ma che ha bisogno del...
PISTOIA
A Pistoia, come nel resto d’Italia, c’è una “comunità da ricostruire” attorno ai valori della solidarietà e della collaborazione. Un cammino che in realtà è già avviato, ma che ha bisogno del fertilizzante della cultura per attecchire bene. A Palomar ne sono convinti: per questo l’associazione nata nel 2010 per affrontare il rapporto tra città, cultura e democrazia (il “cervello collettivo” che lanciò la candidatura a sindaco di Samuele Bertinelli) riprende ora la sua attività con un festival itinerante che parte dalle periferie per mettere insieme attenzione ai beni comuni e cultura. L’idea è quella di riprendere il testimone di “Leggere la città”, il festival dell’urbanistica creato dalla giunta Bertinelli e che la nuova amministrazione di centrodestra ha cancellato.
Il programma prevede sei appuntamenti (sabato 22, il 5 ottobre e gli altri quattro tra l’11 e il 14 ottobre) ed è stato presentato ieri al circolo Arci Bugiani da Francesca Matteoni e Daniela Belliti (Palomar) e Marco Leporatti (sezione soci Unicoop, lo sponsor unico dell’iniziativa).
Il primo appuntamento, sabato 22, è alle Fornaci (quartiere scelto non a caso): dalle 16 alle 18 laboratorio con Serena Zampini su “Comunità transitorie” e dalle 18,30 alle 20 incontro con Enzo Scandurra (docente di urbanistica all’Università La Sapienza) e con Marina Dammacco (fondatrice e organizzatrice della compagnia Punta Corsara).Il tutto nella sede dell’ente Camposampiero.
L’incontro successivo, il 5 ottobre, sarà a Santomoro, sul tema “Arte, poesia e aggregazione sociale”. Ci saranno Mario Cubeddu, organizzatore del festival di poesia “Cabudanne de sos poetas”, Azzurra D’Agostino e Daria Balducelli (SassiScritti, Porretta Terme), Irene Russo e Pierluigi Sgarbi (testimoni dell’attività del comitato cittadini di via Roma, a Reggio Emilia). Insomma, incontri per mostrare che «una felicità diversa è possibile», soprattutto quando prevale la curiosità verso le esperienze diverse dalle nostre. —
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