Gioco
Addio piscina all’ex Fornace qui nascerà un nuovo parco
Vicofaro, avanza l’iter per la variante che cancellerà il previsto centro sportivo In undici anni i proprietari dei terreni non hanno risposto agli appelli del Comune
PISTOIA
Era davvero un progetto suggestivo, quello di realizzare un grande centro sportivo al posto della ex fornace di Vicofaro, nella grande area incolta compresa tra la via Lucchese e via Donati, al di qua del raccordo autostradale. Suggestivo ma, a quanto pare, irrealizzabile, visto che dal 2007 l’amministrazione comunale cerca senza successo di mettere d’accordo i privati proprietari delle aree. Previsione che era inserita nel piano strutturale approvato nel 2004 e ribadita nel regolamento urbanistico 2013.
E allora Palazzo di Giano ha deciso di darci un taglio: nell’ex fornace, al posto del centro sportivo che tanto avrebbe fatto comodo alla città, vista la cronica carenza di impianti, ora si punta a realizzare un grande parco verde.
Nel marzo scorso l’atto di indirizzo della giunta Tomasi in materia di urbanistica aveva inserito proprio questo progetto tra quelli per cui gli uffici avrebbero dovuto realizzare una variante. E nei giorni scorsi è uscito l’avviso con cui il Comune chiede a “chiunque abbia interesse ad offrire il proprio contributo attraverso suggerimenti, segnalazioni e quanto sia ritenuto utile” a farsi vivo entro il 2 ottobre prossimo. Chi volesse manifestare la sua opinione può prendere contatto con il garante dell’informazione e della partecipazione Angelo Ferrario (Ufficio relazioni con il pubblico, piazza Duomo 13, tel. 0573 371683) che può organizzare anche incontri specifici con il responsabile della variante, la dirigente dell’ufficio urbanistica Olga Agostini.
Tornando alle previsioni attuali, per l’area dell’ex fornace si prevede va la realizzazione – mediante un’iniziativa privata – del restauro degli antichi edifici (compresa la svettante ciminiera), di una grande piscina aperta e scoperta, di campi sportivi e verde pubblico. Insomma, un intervento di grande impatto. Anche il sindaco di allora, Renzo Berti, inserì il tutto nel suo programma di governo. Ma «nel corso di questi anni abbiamo dato il via a due project financing che sono andati deserti – disse proprio Berti al Tirreno nel giugno 2010 – Ci sono sempre tante chiacchiere, ma al momento di passare ai fatti concreti, nessuno si vuol fare avanti. Così facendo, è impossibile pensare ad una sua realizzazione».
Otto anni dopo , nbel documento di indirizzo della giunta Tomasi, l’assessore Alessandro Capecchi osserva che “le diverse proprietà immobiliari non hanno trovato tra loro un accordo per mandare avanti la trasformazione urbanistica prevista”. I proprietari della maggioranza delle aree, il 22 giugno 2016 avevano in realtà presentato una richiesta di modifica delle previsioni urbanistiche. Il Comune rispose dicendo di “condividere in larga massima la proposta”, ma “senza poi darne alcun seguito”. —
FABIO CALAMATI
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