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Scuole sicure, salta il corteo degli studenti ma la protesta arriva lo stesso in Provincia
Pochi alla manifestazione, Baldassarri (Consulta) fa mea culpa. Ma i disagi ci sono, dal liceo artistico Petrocchi al classico
PISTOIA
Un vuoto imbarazzante. Quella che avrebbe dovuto essere una manifestazione molto partecipata, indetta proprio il giorno di riapertura dell'anno scolastico, e voluta (almeno così sembrava) così fortemente dagli studenti per denunciare ancora una volta le condizioni in cui versano i loro istituti superiori, si è rivelata un flop.
Alle 9,45 di ieri mattina, piazza San Francesco, punto di ritrovo dei manifestanti, era vuota. C'erano diverse auto delle forze dell'ordine, giornalisti e fotografi, ed un gruppetto di dieci studenti al massimo. «Una pessima idea farla il primo giorno di scuola - commenta Daniel Gomez Bellucci, studente del liceo Petrocchi- peccato, fosse stata domani (oggi per chi legge, ndr) o il pomeriggio ci sarebbe stata più gente».
«Peccato che non ci sia nessuno -le parole di Erika Marcelli, anche lei studente del Petrocchi- ci sta crollando la scuola addosso, ci tolgono la succursale. Mi sembra il minimo essere qui stamani». Una succursale inagibile, con tanto di muffa e in cui speso filtra anche l'acqua, spiega Veronica Villafiorita, anche lei studentessa del liceo artistico. Per questa settimana, continua la ragazza, dovremmo arrangiarci con i doppi turni, o dalle 8 alle 11 o dalle 11 alle 14, in attesa di poter rientrare nella succursale, speriamo sia davvero per una sola settimana.
Stesso disagio è raccontato da Tommaso Michelotti, studente del liceo Forteguerri, indirizzo musicale. «Per adesso siamo tutti nella sede, ci hanno sistemato così, l'anno scorso eravamo nella succursale di piazza Mazzini, oggi inagibile. Sono dispiaciuto che non ci sia nessuno alla manifestazione». E poi, spiegano i ragazzi, c'è anche la "corsa al banco" del primo giorno, come afferma anche Cristina Vitali, mamma e presidente del consiglio di istituto del liceo musicale del Forteguerri. «Il primo giorno i ragazzi corrono in classe per prendere il posto per tutto l'anno; poi credo ci sia anche un po' di menefreghismo».
Alle 12 in punto il vuoto riempie anche piazza San Leone, sede della Provincia. Stesso scenario: forze dell'ordine, giornalisti e, seduti sui gradini, in attesa dei ragazzi, il presidente Rinaldo Vanni e l'assessore all'edilizia scolastica Marzia Niccoli. Verso le 12.15 arriva qualche gruppetto. "Siamo pochi, è inutile provare a nasconderci -prende la parola al microfono Dario Baldassarri, presidente della Consulta provinciale degli studenti- mi sento di assumermi oggi la responsabilità del risultato di questa mattina che è deludente». Forse c'è stato un errore di comunicazione, forse non siamo stati incisivi come avremmo dovuto essere.
Ma è il presidente della Provincia che prende in mano la situazione, mette una mano sulla spalla del ragazzo. «Non siamo contro di voi, anzi -dice Vanni- rappresentiamo un'amministrazione che ha mille difficoltà e voi fate bene a manifestare, come ho fatto io negli anni '70». E poi lancia un invito, insieme all'assessore Marchi. «Andiamo insieme a Roma, protestiamo davanti al Governo». —
ALESSANDRA TUCI
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