Italia
Spara alla moglie malata, poi si uccide tragica fine per due anziani coniugi
Vivevano da soli in una casa in via Pasubio e non avevano figli. Da tempo lei soffriva di una grave malattia
agliana
Erano seduti vicini, sul divano rosso. Maria Grazia stava guardando la televisione quando il marito Franco ha deciso di porre fine a quella che riteneva una sofferenza non più sopportabile. La malattia di lei e gli acciacchi di lui rendevano troppo faticose, ai suoi occhi, quelle esistenze.
È stato un vicino a scoprire i corpi ormai senza vita, intorno alle 19, 30. Si era affacciato sulla porta della casa a un piano all’interno della corte di via Pasubio perché da fuori si sentivano le voci della tv, a tutto volume. In parte non stupiva, perché la sordità di lei portava spesso il marito ad alzare il volume. Ma adesso era un po’ troppo alta. Lo attendeva una scoperta tragica una volta affacciatisi sulla porta.
In via Pasubio, strada senza sfondo nella frazione aglianese di San Niccolò, sono accorsi i carabinieri della Compagnia di Pistoia insieme ai colleghi del Nucleo investigativo. Omicidio – suicidio è l’ipotesi più accreditata dagli investigatori. Franco Matteini, 83 anni, ha puntato la pistola di piccolo calibro regolarmente detenuta alla testa della moglie, Maria Grazia Innocenti, di 81 anni, mentre questa era seduta sul divano davanti alla televisione, e le ha sparato. Poi ha rivolto l’arma contro se stesso. Un solo colpo alla testa per scrivere la parola fine. Loro due vicini, seduti accanto.
La sirena dell’ambulanza inviata dal 118 e quelle delle gazzelle dei carabinieri hanno rotto il silenzio della campagna aglianese. La zona intorno a via Pasubio è densamente abitata, la coppia viveva in una casa all’interno di una piccola aia, circondata da molte case, anche al di là dell’incrocio. Tutti si sono riversati in strada, mentre lo stupore lasciava spazio allo sgomento.
Una volta constatato il decesso è toccato ai carabinieri della Scientifica dare il via ai rilievi per stabilire con esattezza cosa sia accaduto, e come.
In via Pasubio sono arrivati poco dopo i nipoti e i parenti di Franco e Maria Grazia. Non si capacitano di come possa essere successo. Non riescono a trattenere le lacrime o darsi una spiegazione. «Erano benvoluti da tutti», dice una vicina. «Una coppia serissima», aggiunge un altro. Un matrimonio lungo e felice ma senza figli. Lui che, prima della pensione, portava le tele alle aziende. Lei che lavorava in casa, alla taglia e cuci. «Era una brava sarta», afferma una signora che la conosceva in gioventù. «E bellissima donna», aggiunge con un velo di civetteria che attenua, anche se poco, il dramma consumato a pochi metri di distanza.
«Maria Grazia non ci vedeva quasi più – spiega un’amica – a causa del diabete. Camminava male, qualche volta riuscivamo a portarla sotto un albicocco, qui in un prato vicino. Ma era Franco che pensava a tutto. La imboccava anche». Sembra che le abbia tolto gli occhiali prima di spararle.
Il via vai di amici, parenti e curiosi è andato avanti sino a tarda serata, quando è stato dato l’assenso dalla procura per la rimozione delle salme, portate al San Jacopo in vista dell’esame autoptico. –
TIZIANA GORI
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