Gioco
«Non facciamo gli antistorici senza Intesa non c’era futuro»
Stefano Morandi, presidente della Cciaa, sull’incorporazione di Caripil in Sanpaolo: è solo importante che la banca tenga i rapporti col territorio
PISTOIA
Se è vero che si perderà un po’ il rapporto di vicinanza al territorio, è altrettanto vero che le imprese potranno lavorare con un grande gruppo e trarne vantaggi. Parla di “percorso obbligato e irreversibile”, il presidente della Camera di Commercio di Pistoia, Stefano Morandi, e si dice fiducioso di fronte al processo che porterà all’incorporazione della Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia (e della Cassa di risparmio di Firenze) in Intesa Sanpaolo spa.
Un passaggio storico per l’istituto di credito fondato nel 1831, come per la città di Pistoia nel suo complesso, che sarà sancito il prossimo 12 ottobre, giorno dell’assemblea straordinaria convocata nella sede di via Roma per l’esame del progetto di fusione per incorporazione. La Cassa di risparmio della città, che aveva i propri vertici in via Roma, resterà un ricordo del passato. Ma questo passaggio cosa rappresenta per le imprese locali? «Siamo arrivati alla conclusione di un percorso – spiega Morandi – che sapevamo come sarebbe andato a finire. La Cassa di risparmio già da tempo non era più a trazione pistoiese. Per la verità, a Pistoia è riuscita a durare di più rispetto a quanto avvenuto in altre città. Con l’incorporazione in Intesa Sanpaolo dal punto di vista dell’operatività non cambierà nulla o quasi. Va anche detto che la storia sta andando nella direzione delle fusioni. Pensare di frenare un percorso di questo genere sarebbe antistorico. Se la Cassa di risparmio non fosse entrata nell’orbita di Intesa Sanpaolo non avrebbe potuto fare nulla: teniamoci stretto, dunque, questo grande gruppo».
Resta l’aspetto romantico, quello della banca radicata nella storia della città. «È vero, c’è un po’di nostalgia – osserva Morandi – ma credo che le imprese locali potranno trovare risposte adeguate anche in futuro. Non sono preoccupato: questa incorporazione non è un fulmine a ciel sereno. La strada era stata tracciata a suo tempo e bisogna prenderne atto. L’importante è che la banca non perda i contatti col territorio e che resti con le filiali». –
TOMMASO ARTIOLI
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